Il limite di 30 all'ora in centro storico? "Auto e scooter non lo rispettano"

PADOVA. Anteprima. Il sogno di Legambiente è trasformare la Zona a traffico limitato (Ztl) in una grande area a ciclabilità diffusa. E’ possibile? Si può, purché venga rispettato il limite di velocità di 30 all’ora obbligatorio nelle Ztl. Ma pare che la maggior parte degli automobilisti non rispetti questo limite. Tralaltro, si era accesa l’illusione che questo sogno ambientalista fosse destinato a diventare realtà con il parere ministeriale, secondo il quale la bicicletta può procedere in senso opposto a quello di marcia, ma a condizione che l’ampiezza della strada non sia inferiore a quattro metri e 25.
Ma per l’assessore Ivo Rossi la precisazione della misura blocca la bidirezionalità. L’esempio principe è via San Francesco (seimila passaggi di biciclette al giorno) dove però le due ruote non possono circolare nel tratto tra via Santa Sofia e via Galilei dove c’è senso unico e il senso unico vige giusto in corrispondenza di un restringimento della carreggiata, sotto i quattro metri e 25.
In altre città, sostengono gli ambientalisti, il doppio senso ciclistico è autorizzato anche su carreggiate di ampiezza inferiore ai quattro metri e 25, basta applicare una segnaletica verticale che obliteri il divieto e aggiungono che in molte strade del centro storico oggi le biciclette circolano in entrambi i sensi, malgrado il divieto.
Per “liberare” via San Francesco, che è un po’ il simbolo di questa diatriba, Legambiente sta preparando una mobilitazione per sabato 19 maggio. Secondo Legambiente, una ciclabilità diffusa in gran parte del centro storico è un obiettivo a portata di mano perché in tutta la Ztl vige il limite di velocità di 30 chilometri orari ed è la bassa velocità che permette la convivenza nelle strade urbane di automobili, biciclette e pedoni.
Un esempio per convincere: un pedone che viene investito da un’auto che viaggia a 50 chilometri all’ora ha il 20 per cento di possibilità di sopravvivenza, a una velocità di 30 chilometri orari questa possibilità è uguale al 90%. L’impatto a 50 chilometri orari corrisponde ad una caduta libera da 10 metri (tre piani), a 30 chilometri ad una caduta da 3,5 metri (un piano).
Ma il limite di 30 chilometri orari, obbligatorio nelle Ztl è rispettato? Legambiente ha iniziato un monitoraggio con il telelaser che ha dato risultati sorprendenti: da un primo campionamento, su cinque strade del centro in Ztl risulta che la maggioranza (dal 90 al 70 per cento) delle automobili corre ad una velocità ben superiore ai 30 chilometri orari.
Dice Lucio Passi, portavoce di Legambiente: «Armati di telelaser portatile, una quindicina di nostri volontari, divisi in gruppetti di due-tre persone, hanno cominciato a “sparare” sulle auto in diverse strade della Ztl. Gli automobilisti si tranquillizzino, le targhe non vengono rilevate, non ci sono multe in arrivo, la nostra è solo una statistica.
Da questi primi campionamenti (altri saranno disponibili nei prossimi giorni), affiora una realtà inquietante: la stragrande maggioranza dei mezzi motorizzati non rispetta il limite di 30 chilometri orari».
Davide Gobbo, uno dei volontari che ha manovrato il telelaser, da questa prima analisi ha riportato l’impressione che «auto, moto e furgoncini rallentano e arrivano a rispettare il limite solo quando si trovano davanti uno o più ciclisti. I veri dissuasori della velocità sono proprio, loro, i ciclisti, non la segnaletica». «Mi domando», prosegue Gobbo, «se la polizia municipale elevi contravvenzione a chi supera il limite di 30: lo fa, ad esempio il 90 per cento degli automobilisti in via Mussato (Tommaseo-ponte Tadi)».
Va aggiunto che in Ztl transitano solo le vetture autorizzate. Ma gli operatori di Legambiente non hanno riscontrato alcuna differenza di comportamento tra auto di privati e le numerose auto di servizio di vari enti, tutti premono sull’acceleratore che è un piacere. «Non vorremmo mai scoprire che anche chi ha imposto questo giusto divieto si dimentica di rispettarlo», conclude Passi, «E’ questa una peculiarità cittadina, ma non solo, da cancellare con urgenza».
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