Il Marco Polo Team regala al Cuamm sette moto-ambulanze per partorienti

Padova. Medici con l’Africa e il nostro giornale raccolgono fondi per allargare il servizio in Sierra Leone e Sud Sudan 

PADOVA. Sono già sette le moto-ambulanze pronte ad accompagnare le partorienti lungo i più sgangherati sentieri africani. I primi a rispondere alla campagna dei medici con l’Africa Cuamm, “Mettiamoci in moto”, sono stati i biker del Marco Polo Team, che ieri hanno consegnato l’assegno a don Dante Carraro, direttore del Cuamm. Il mattino di Padova è media partner dell’iniziativa.

Il Marco Polo Team è nato nel 2005 con lo scopo di associare lunghe corse in moto in giro per il mondo a finalità benefiche: il nome prende spunto dalla prima rotta, da Venezia a Pechino, come il viaggio di Marco Polo. «Ogni nostro viaggio» spiega il presidente, Michele Orlando «si accompagna a una iniziativa umanitaria nel paese di destinazione. Con il Cuamm abbiamo già realizzato una serie di progetti: ad esempio nel 2010 siamo arrivati in Mozambico, e abbiamo finanziato una borsa di studio per un giovane di Beira, che grazie al nostro aiuto si è potuto laureare in Medicina. Nel 2014, qualche anno dopo, con il viaggio “Uganda MotorAid –Bike for Africa” siamo riusciti a garantire una moto ambulanza per l’ospedale di Aber, dove opera Medici con l’Africa Cuamm. In pochi anni, abbiamo già visto che l’utilizzo di queste moto ha dato esiti positivi: il numero di parti in ospedale è raddoppiato. Abbiamo aderito con entusiasmo, quindi, alla nuova campagna per portarle anche in Sud Sudan e in Sierra Leone».

Il Cuamm lavora soprattutto con donne e bambini, per consentire un parto il più possibile protetto: e per riuscirci, uno dei principali nodi da sciogliere è come portare le persone dai loro villaggi ai centri sanitari. In aree del mondo dove i mezzi pubblici sono inesistenti e quelli privati non economicamente sostenibili, le persone si spostano principalmente a piedi, per chilometri e chilometri. Va da sé che, per una donna incinta vicinissima al parto, questa soluzione è quasi impraticabile. Le strade, d’altro canto, non sono agevoli e in molte situazioni una moto con un sidecar può risultare il mezzo più funzionale. Nasce così l’idea di usarle come una sorta di ambulanza.

Il Cuamm ne fa largo uso per andare a prendere donne in gravidanza e portarle a partorire in un centro di salute o in ospedale; per trasportare bambini malati in un centro di salute o per portare i vaccini nei villaggi più remoti. L’esperimento è già stato tentato, con successo, in Uganda, ed ora s’intende espanderlo anche a Sierra Leone e Sud Sudan.

I primi a rispondere alla chiamata sono stati i motociclisti padovani del Marco Polo Team, che per raggiungere l’obiettivo hanno coinvolto una serie di altre realtà, fra cui alcuni Lions Club di Padova e l’azienda Abs Food. Al momento, sono stati raccolti fondi per acquistare sette moto. Ma questo, assicura il presidente Orlando, «è solo l’inizio». Oltre alla raccolta fondi, i biker stanno già organizzando anche un viaggio, per vedere di persona il frutto del loro impegno. —

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