Il nuovo ospedale? Già in costruzione

Lo rivelano i lavori in corso: 140 milioni investiti entro il 2019. Ma l’area interessata è via Giustiniani e non San Lazzaro
Di Sabrina Tomè
ZANETTI - REPORTAGE OSPEDALE
ZANETTI - REPORTAGE OSPEDALE

Il nuovo ospedale di Padova? È già in costruzione. E non a Padova est, ma sul vecchio sito di via Giustiniani. Uno sguardo agli interventi fatti e a quelli in programma rivela che non sono soltanto lavori di adeguamento impiantistico, ma anche di riorganizzazione degli spazi e dei servizi esistenti. In sostanza quella che il gruppo di lavoro regionale, nel 2011, aveva individuato come seconda alternativa per un nuovo polo sanitario padovano, vale a dire la ristrutturazione dell’esistente (accanto alle ipotesi di mantenimento dell’esistente e di costruzione del nuovo ospedale) è di fatto già in atto.

Lo dimostrano le cifre, decisamente importanti, ricavabili da una stima interna riferita agli interventi indicati nei piani triennali 2013-2015 e 2016-2018: nel primo triennio sono stati spesi o finanziati lavori per quasi 89 milioni e nel 2019, è prevista la chiusura di tutti i cantieri con un esborso complessivo di 140 milioni di euro. Certo, tra le varie voci ci sono lavori di adeguamento antincendio, di bonifica delle coperture in amianto, di adeguamento degli impianti tecnologici: tutti interventi, insomma, che rendono più sicuro l’ospedale, ma che non ne cambiano la fisionomia. Accanto ad essi, però, c’è dell’altro. C’è - nei fatti - un progetto in corso di attuazione che va a modificare gli spazi e l’organizzazione dei servizi (nella tabella grande sono indicati i maggiori interventi in tal senso e la riorganizzazione che essi comportano; in quella piccola i lavori di restyling, ndr).

Si pensi ai cantieri dell’area chirurgica del Policlinico: il primo lotto si è chiuso con l’attivazione delle nuove piastre operatorie del primo piano (nell’ottobre 2015) e del quarto (lo scorso giugno). Che cosa significa concretamente questo intervento? Il superamento di alcuni, complessi, problemi di dispersione dei servizi causati dalla pluralità degli spazi. Ecco allora - per citare alcuni dei cambiamenti più significativi nell’area - la centralizzazione dell’attività chirurgica della Clinica 1 e 3 con l’individuazione di una sala dedicata h24 e il trasferimento dell’attività chirurgica di otorino, maxillofacciale ed oculistica nelle nuove sale al quarto piano; tutte operazioni che hanno migliorato gli spazi e liberato sale operatorie a favore di altre unità operative come la chirurgia epatobiliare, i trapianti epatici, di rene, di pancreas (con conseguente riorganizzazione dell’attività operatoria e aumento del monte ore). Si sono ricavati spazi per la chirurgia toracica che a sua volta li lascia alla cardiochirurgia. È stata avviata la manutenzione straordinaria del centro Gallucci con lo sgombero dei locali e il temporaneo trasferimento al secondo piano del Policlinico. È tornata in azienda l’Oculistica con la dislocazione del pronto soccorso oculistico al piano terra del Monoblocco, vicino a quello centrale; il che significa riduzione del numero di trasporti interospedalieri dei pazienti (uno dei più grossi problemi della dispersione e un rilevante fattore di costo).

Cambiamenti importanti anche in area medica: all’ottavo piano del Monoblocco è stata decisa la realizzazione di un’ area di degenza che comprende diversi reparti (Reumatologia, Malattie del meabolismo, Endocrinologia, Immunologia clinica, Dermatologia, Coagulopatie) omogeneizzando così i percorsi diagnostico terapeutici e le procedure di informatizzazione. Riorganizzate inoltre le degenze mediche al Policlinico con una unica area per i pazienti trapiantati: anche in tal caso con lo scopo di razionalizzare gli spazi e di migliorare cura e assistenza ai malati.

C’è in programma la riorganizzazione dell’attività ostetrica con centralizzazione delle sale parto attualmente dislocate in due distinti blocchi. È in corso di valutazione (nel senso che è stato affidato uno studio) la realizzazione in un’unica sede del polo cardiochirurgico dedicato all’attività chirurgica e di degenza e dotato di una terapia intensiva post-chirurgica da realizzarsi nelle ex cucine del Policlinico. Tutti interventi, questi, che cambiano la fisionomia di via Giustiniani, l’organizzazione del lavoro medico, le modalità di assistenza ai pazienti. Insomma, dopo la chiusura dei cantieri, ci sarà non solo un ospedale rimesso a nuovo, ma un ospedale tutto nuovo.

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