Il papà: «È sbagliato archiviare l’inchiesta»

Oggi Domenico ricordato con una Messa e un minuto di silenzio

«L’inchiesta è ancora aperta e noi non vogliamo assolutamente che venga archiviata». Nella ricorrenza del giorno più brutto della loro vita, Bruno Maurantonio e Antonia Comin, i genitori di Domenico, il diciannovenne morto tragicamente il 10 maggio dell’anno scorso mentre era in gita scolastica a Milano, nonostante il dolore non si plachi, combattono perché nella vicenda del loro unico figlio si faccia luce una volta per tutte. I genitori di Domenico sono certi: il figlio non può aver fatto tutto da solo. A un anno dalla scomparsa cercano ancora di capire cosa sia successo quella maledetta notte tra il 9 e il 10 maggio 2015. Tanti i punti oscuri che a distanza di un anno rimangono ancora avvolti in un alone di mistero. «Stiamo decidendo con il nostro avvocato che linea intraprendere nelle varie eventualità», aggiunge papà Bruno, facendo riferimento a una possibile archiviazione del caso come “tragica fatalità”.

Il tragico volo. Ma cosa accadde quella notte? La mattina del 10 maggio 2015 il corpo senza vita di Domenico Maurantonio viene trovato nel cortile dell’hotel Da Vinci, a Bruzzano, Milano, dove il diciannovenne, in occasione dell’Expo, si trovava in gita scolastica con i compagni del liceo scientifico Nievo. Lo trova un operaio dell’albergo, che lancia i l’allarme. Domenico è caduto da una finestra del quinto piano. È seminudo, i pantaloni e le mutande sono poco lontano dal corpo. I compagni di stanza, quando viene trovato il cadavere, sono appena scesi a fare colazione, credendo Domenico li avesse anticipati. Sul posto arriva subito la polizia. Vengono sentiti i compagni di scuola e i professori che accompagnavano le due quinte del Nievo in gita. Sono tutti sconvolti. Le indagini: Sul caso di Domenico Maurantonio viene aperta un’inchiesta, assegnata prima al pubblico ministero Claudio Gittardi, poi ai sostituti procuratori Giancarla Serafini e Alberto Nobili.

Le testimonianze. I compagni di stanza, tre amici della classe di Domenico, dicono di averlo visto per l’ultima volta alle 5.20, era a letto come tutti gli altri dopo una serata passata in camera tra chiacchiere e qualche bicchiere di liquore alla prugna portato da casa. La mattina alle 7.30 i compagni si alzano ma Domenico non c’è, credono sia a fare colazione. In corridoio, al quinto piano, vengono trovate dagli inquirenti tracce di feci. Forse Domenico prima di precipitare dalla finestra si è sentito male. Ma di cosa si sia trattato, se di una caduta accidentale, di una tragica fatalità, o di un evento causato da terze persone, ancora oggi a distanza di 12 mesi non è chiaro, anche se l’indagine sembra sempre più indirizzarsi verso l’ipotesi della caduta accidentale a seguito di un malore. L’unica certezza è che il giovane al momento della morte aveva una concentrazione di alcol nello stomaco tre volte superiore a quella presente nel sangue, segno che Domenico aveva finito di bere poco prima di morire.

Le indagini difensive. Tra qualche giorno il legale della famiglia Maurantonio, l’avvocato Eraldo Stefani, consegnerà in procura i risultati delle indagini difensive e delle consulenze tecniche di parte. Finora, secondo gli esiti delle analisi fatte dal super consulente Maurizio Capra e consegnate il 27 novembre scorso, non sembra essere stata riscontrata la presenza di terze persone al momento della caduta dalla finestra. Il periodo d’inchiesta, per cui c’era già stata una proroga, dovrebbe terminare ormai tra due mesi.

Il ricordo di Domenico. Questa sera i genitori Bruno e Antonia, hanno organizzato una messa alla parrocchia Maternità della Beata Vergine Maria, ad Altichiero. La funzione si celebrerà alle 18.30. Il liceo scientifico Nievo invece questa mattina si fermerà per un momento di raccoglimento, che si terrà nel cortile della scuola al momento dell’intervallo. Inoltre la preside ha organizzato una raccolta di fondi in nome di Domenico Maurantonio da inviare alla Caritas diocesana di Padova e finalizzata alle popolazioni dell’Ecuador colpite recentemente dal terremoto.

Alice Ferretti

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