Il questore Montemagno: «Nessuna violenza, solo supporto al padre»

Il questore chiarisce i contorni dell’episodio di Cittadella: «Abbiamo solo dato supporto al padre che ci chiedeva aiuto perché il bimbo era strattonato». Il piccolo è stato visitato ed è in buone condizioni
FERRO - CONFERENZA QUESTORE.
FERRO - CONFERENZA QUESTORE.

PADOVA. «Nessuna intenzione di creare situazioni di tensione o di violenza nei confronti di un minore». Così dalla Questura di Padova chiariscono l’episodio, al centro di diverse polemiche, avvenuto presso la scuola elementare di Cittadella. In una conferenza stampa, proprio alla presenza del genitore del bimbo, del consulente tecnico della procura generale, dello psicologo Rubens De Nicola e del responsabile dei servizi sociali, il questore Vincenzo Montemagno ha sottolineato: «Il nostro supporto è stato richiesto dall’autorità giudiziaria che ha dato facoltà al padre del bambino di richiedere l’intervento della forza pubblica per eseguire il provvedimento di affidamento disposto dal Tribunale dei minori».

Nel video, girato dalla zia del bambino e inviato alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, si vedono due uomini che trascinano il piccolo verso un’auto. In realtà, ha tenuto a precisare il questore, «si tratta del padre che lo tiene per le gambe. A un certo punto il bambino si è buttato a terra: è un ragazzino corpulento e per questo il padre ha chiesto aiuto a uno dei nostri agenti per sollevarlo da terra e portarlo in auto». Altra precisazione doverosa per la polizia è che non c’è stata alcuna «situazione fisica». Il bambino, inoltre, ieri è stato visitato ed è stato trovato «in buone condizioni fisiche e psicologiche».

«La storia giudiziaria inizia nel 2005 e nel tempo si è avviluppata», ha ricapitolato Montemagno. L’affido al padre del piccolo segue la disposizione della magistratura che per ben «tre volte aveva tentato di eseguire il provvedimento presso l’abitazione della madre», trovando sempre l’opposizione dei nonni e della stessa donna. L’intervento presso la scuola è stata l’estrema ratio eseguita «in un luogo neutro. Ieri mattina - aggiunge il questore - si era tutto svolto in maniera tranquilla fino all’arrivo del nonno». La patria potestà è stata tolta nell’ambito di un processo che dura da molto tempo e che coinvolge risvolti psichici inerenti al comportamento della donna. La magistratura aveva dato del tempo alla madre per abituarsi al provvedimento ma l’autorità giudiziaria non era mai riuscita ad eseguirlo.

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