IL RICORDO / «Quando cantai per Dalla “O sole mio” in un bar»

BRUSEGANA. «Ciao Lucio». «Ciao». «Come va?» «Bene, grazie». «Posso dedicarti una canzone?». «Vai, canta». E Flavio Fanton, 63 anni, primo tenore della Corale Euganea di don Dino Formenton, ha cantato «Nessun dorma» e «O Sole mio» per Lucio Dalla, una sera come tante, in un bar di Porta Trento. Ad un anno dalla scomparsa del cantautore bolognese, che ha saputo accarezzare e commuovere tanti cuori, Flavio custodisce gelosamente l’autografo «personalizzato», ci tiene a precisare, che Dalla gli scrisse su un foglietto di carta improvvisato al bar Chiodo: «A Flavio con rispetto e ammirazione». «Ammirazione», ripete il tenore di Brusegana, una vita un po’ scalmanata e una collezione di mestieri alle spalle.
La memoria a quel giorno che un po’, va da detto, ha dato pace e un pizzico di soddisfazione alle aspirazioni artistiche di Flavio perché «ricevere i complimenti da un grande, uno che riempiva piazze e stadi e vendeva vagonate di rischi, non è proprio da tutti». Era il 2000, l’ora dell’aperitivo, nel bar Flavio e il gestore e, quest’ultimo, un po’ emozionato, «mi dice che stava entrando Dalla», ricorda Fanton, «io stavo per mandarlo a quel paese quando vedo entrare un piccoletto (detto da un altro piccoletto) e riconosco Dalla. Era con il fidanzato, ha ordinato un the mentre una jaguar l’aspettava fuori con l’autista: doveva andare alle prove al teatro Verdi. Allora mi sono fatto coraggio e, sfrontato come sono, l’ho salutato. Lui si gira, mi guarda, e dice ciao. Allora ho rilanciato proponendogli la mia canzone. Non pensavo dicesse si, invece mi ha ascoltato fino alla fine ed ha premiato la mia esibizione con l’autografo, di sua spontanea volontà. Lo conservo come una reliquia, non lo venderei per nessuna cifra al mondo».
Così dicendo si alza dalla sedia del suo soggiorno in via Monte Cinto, tra i campi, e fa entrare Turandot accennando «tu pure, o principessa, nella tua fredda stanza guardi le stelle che tremano d’amore e di speranza». La voce è possente, nonostante i quasi due pacchetti di sigarette al giorno. «.
Eppure la paura di una stecca ha fatto rifiutare a Flavio ben «3 corali che mi avevano chiesto di riprendere a cantare. La verità è che con la lirica ho chiuso ormai da 10 anni». Oggi, dopo aver fatto il garzone di falegnameria a 12 anni, poi l’idraulico, il tappezziere, il facchino, il saldatore e 25 anni guida il pulmino della scuola d’inglese di Forcellini. Non nasconde qualche rimpianto per quella strada d’artista mai imboccata e si consola con il suo prezioso autografo del grande Lucio Dalla.
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