Il sindaco di Padova ai giornalisti: "In Comune entrate solo su appuntamento"

PADOVA. Municipio “vietato ai giornalisti”. E' l'ultima iniziativa del sindaco leghista di Padova Massimo Bitonci, che ha varato un nuovo “disciplinare” per regolare l'accesso dei cronisti a Palazzo Moroni. Un regolamento – peraltro palesemente sgrammaticato - firmato dal segretario generale Lorenzo Traina ma voluto direttamente del primo cittadino e articolato in tre punti.

I TRE PUNTI. Per prima cosa i giornalisti dovranno consegnare un documento di identità in portineria. Secondo punto: l'accesso di cronisti, fotoreporter e operatori televisivi è coordinato dall'ufficio stampa e solo su un calendario programmato di conferenze stampa. E per ultimo, si può accedere al municipio solo su appuntamento con il sindaco e un assessore.
“Non viene consentito l'accesso né la sosta all'interno del Palazzo Comunale in nessun altro caso”, si legge nel regolamento. Vietato dunque entrare nel municipio per parlare con assessori e dirigente, e nessuna possibilità di consultare le delibere e gli atti dell'amministrazione.
LE PROTESTE. In virtù di questo regolamento infatti da venerdì i giornalisti sono lasciati fuori dal municipio, anche se l'opposizione (Pd e Cinque Stelle) ha già annunciato che convocherà una conferenza stampa ogni giorno per “aggirare” le nuove norme.
Decisa la reazione dell'Ordine dei giornalisti del Veneto che si è rivolto direttamente al governatore leghista del Veneto Luca Zaia: “Sappiamo che è sensibile al tema della libertà di stampa. Quella di Bitonci è una censura senza alcuna motivazione: un segnale preoccupante per quanti credono ancora nel diritto dei cittadini, costituzionalmente riconosciuto, di poter essere informati in maniera libera e completa”.
LE REAZIONI. Non sono mancate nei giorni scorsi le critiche al provvedimento anche da parte di molti giornalisti, in primis il direttore di “Libero” Vittorio Feltri: “I divieti del sindaco Bitonci sono una prova di debolezza e di insipienza. E' l'autocertificazione della propria incapacità di amministrare”. “Più che altro si tratta di una mossa molto ingenua – ha commentato il giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco – Un vecchio squalo della politica non avrebbe mai fatto una mossa di questo tipo”.
FUOCO AMICO. Critiche dalle opposizioni, ma anche fuoco amico. «Io spero che sia un’allucinazione di ferragosto. Magari è stato soltanto uno scatto caratteriale, dovuto al sole, e allora poi si scusa e torna indietro». Settimo Gottardo, ex sindaco ed ex deputato - un percorso da moderato, prima la Dc poi Forza Italia - ha urgenza di premettere che lui del sindaco Bitonci è stato un elettore. «L’ho votato, sono deluso. Anzi, non lo capisco più», dice.
Il caso è finito anche in Parlamento: un gruppo di deputati padovani del Pd, con in testa Alessandro Zan, ha depositato un'interrogazione urgente al ministro degli Interni Angelino Alfano: “E' una lesione grave dei diritti costituzionali della stampa . Il governo è chiamato a intervenire quando si limitano le libertà dei cittadini”.
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