Il sindaco elimina le panchine per far terra bruciata ai migranti

Agna, Gianluca Piva fa installare cartelli che vietano la pipì per strada e monta due bagni chimici. L’ispezione sanitaria a San Siro non rileva irregolarità. Ci sono 503 ospiti: posti esauriti, presto le tende

BAGNOLI. Via le panchine dalla piazza di Agna, occupate quasi esclusivamente dai migranti che raggiungono il paese dalle basi di Conetta e San Siro. Troppi assembramenti intorno ai pochi posti in ombra, sotto agli alberi in piazza, usati però anche per fare i propri bisogni, troppi rifiuti abbandonati a terra.

Una decisione drastica, annuncia il sindaco di centrodestra Gianluca Piva, presa non certo a cuor leggero, con la consapevolezza di tenere viva l'attenzione sul caso del "distretto dei profughi" con quasi 1200 migranti ospitati nei due centri a pochi chilometri di distanza. «Se nelle prossime ore la situazione non cambia» spiega il sindaco «farò togliere intanto le panchine in piazza Roma, le cinque poste all'ombra, per evitare gli ammassamenti in centro paese, come ormai capita tutti i giorni. Purtroppo non abbiamo alternative, se non si capisce con le parole dobbiamo passare ai fatti. Ormai da mesi quelle panchine vengono usate solo dai migranti che purtroppo bevono, gettano i rifiuti a terra e sporcano. C'è un limite a tutto e ormai abbiamo passato il segno, non possiamo consegnare il nostro paese al degrado».

Al posto delle panchine compariranno dei nuovi cartelli stradali, inediti per il paese, che ribadiscono il divieto di fare pipì per strada.

«Speriamo che questo sia comprensibile» aggiunge Piva «visto che ultimamente tutti gli altri inviti sono caduti nel vuoto. Inoltre stiamo valutando di installare due bagni chimici, uno in piazza Roma e l'altro vicino alla fermata dell'autobus in centro. Sarà un pugno nello stomaco per tutti ma almeno spero di scongiurare i problemi di igiene e sanità pubblici. Ormai qui siamo in piena emergenza».

Ispezione sanitaria a San Siro. Nel primo pomeriggio di ieri intanto gli ispettori dell'Uls 17 sono entrati nell'ex base dell'aeronautica a San Siro per il sopralluogo chiesto dal sindaco di Bagnoli Roberto Milan. Con loro c'era Matteo Borin, direttore del distretto sanitario unico dell'Uls 17. Presente anche il vice prefetto Alessandro Sallusto insieme ad alcuni tecnici del provveditorato ai lavori pubblici della Prefettura. «Avevo chiesto che fossero presenti anche i tecnici comunali» spiega Milan «ma mi è stato risposto che non era necessario visto che c'erano quelli della Prefettura. Adesso attendo la relazione». La visita è durata circa tre quarti d'ora e i tecnici hanno passato in rassegna le camerate, gli spazi comuni, la mensa, i servizi igienici, accompagnati dai responsabili della cooperativa Ecofficina. All'uscita nessuna parola anche se sembra che non siano state rilevate particolari irregolarità e che per ora le condizioni igienico sanitarie all'interno della base siano buone ed entro i limiti previsti dalla legge.

Cinquecento presenze. Quel che è saltato all'occhio durante la visita dell'Uls è che ormai il centro di accoglienza di San Siro di Bagnoli ha esaurito tutti i posti disponibili. Con i quattro nuovi arrivi di ieri le presenze hanno superato quota 500 e ormai non ci sono più letti disponibili, né nelle camerate e nemmeno nelle stanze ricavate nella zona mensa.

Con 503 ospiti la base ha raggiunto la sua attuale capienza massima, ma già nei prossimi giorni il problema potrebbe essere risolto con l'installazione delle grandi tende da campo, già portate a San Siro da più di una settimana durante lo smantellamento della Prandina a Padova. La tendopoli verrà allestita dietro ai fabbricati, quindi lontana dalla strada e dalla vista dei passanti. Con questa soluzione il numero degli ospiti potrà così arrivare a 650 e poi, chissà, ci sono ancora le altre palazzine delle camerate da ristrutturare e da aprire.

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