Il Tar boccia l’Aps, il bando è da rifare

Accolto il ricorso di Cityware, esclusa per mancanza dei requisiti. Ma Bentsik frena: «Accolto solo un punto su quattro»
FERRO - PARCHEGGIO PIAZZA INSURREZIONE FERRO - PARCHEGGIO PIAZZA INSURREZIONE
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Gestione tutta da rifare per i parcheggi Boschetti, piazza Insurrezione, Centralpark di via da Bassano, ex Tribloc-Tommaseo, park nord della Fiera e piazza Rabin. Il Tar ha bocciato definitivamente il bando da 1,5 milioni di euro per il nuovo sistema di accesso dei sei parcheggi, pubblicato a novembre da Aps Opere e Servizi, amministrata all’epoca da Riccardo Bentsik. Un bando contestato dall’azienda padovana Cityware Engineering srl, detentrice del brevetto e gestore del sistema oggi in uso per l’accesso con la lettura automatica delle targhe. La decisione presa dal tribunale amministrativo si è basata soprattutto sulla presenza all’interno del bando di Aps Opere e Servizi (nel frattempo fusa con Aps Holding) di alcuni requisiti controversi ma necessari per partecipare, tra i quali la compatibilità del nuovo sistema di accesso con il Telepass. In sostanza si chiedeva alle imprese partecipanti di avere già la tecnologia adeguata, senza possibilità di svilupparla entro il termine di presentazione delle offerte. La Cityware era rimasta fuori dalla gara, pur gestendo i parcheggi in struttura a Padova dal 2003, e per questo aveva presentato subito il ricorso.


Con la sentenza definitiva i giudici hanno imposto ad Aps di riscrivere il bando e di pagare 1500 euro di spese legali alla società estromessa. «Quello dell’amministrazione Bentsik è stato un modo illegale per escluderci, in quanto non ci avrebbero neppure dato la possibilità di ottenere la certificazione per il Telepass» ha dichiarato il presidente di Cityware Engineering Leopoldo Franceschini, che con Bentsik ha vecchie ruggini mai risolte negli anni, «ma questa sentenza del Tar dimostra che avevamo ragione su tutto. Il loro obiettivo era escluderci a priori e favorire realtà multinazionali, quando invece hanno una ditta innovativa padovana che già gestisce al meglio da anni questi parcheggi per quanto riguarda gli accessi e i pagamenti. Ora la gara andrà rifatta e l’operato di Bentsik ha portato inutilmente a uno spreco di soldi pubblici, lasciando ora un sistema di gestione parcheggi provvisorio. In tutta questa storia bastava avere un po’ di ragionevolezza per arrivare a una soluzione condivisa».


La risposta di Riccardo Bentsik, oggi consigliere d’amministrazione della società di servizi Aps Holding, non si è fatta attendere: «Per quanto umanamente comprensibile, tanta esultanza da parte di Cityware è quanto meno prematura. Contrariamente a quanto affermano, sui quattro punti presentati nei due ricorsi, solo uno è stato accolto e nemmeno il più rilevante ai fini di un bando in cui venivano richieste certificazioni che garantissero la corretta funzionalità delle tecnologie implementate. Le altre, invece, sono state respinte o ritenute non procedibili da parte del Tar» ha evidenziato Bentsik, «ma è evidente che l’aggressività da parte di Cityware, la cui proprietà ha sede a Londra, è strumentale per sopperire alle mancate innovazioni che da tempo non la rendono competitiva sul mercato. Forse tanta acredine nei confronti miei e dell’azienda è dovuta al fatto che dopo tanto tempo sono stati costretti a confrontarsi con il mercato. Mi spiace solo per i ritardi che dovrà subire ora la realizzazione del progetto di nuova gestione della sosta, e per le aziende che hanno lavorato seriamente per presentare la loro offerta».


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