Il titolare «Questa carne è sicura»

CANDIANA. «Così vogliono metterci in ginocchio, non riusciamo a capire il perché di questo accanimento». Mirco Scudellaro, titolare dell’omonimo allevamento avicolo, prima di tutto vuole...
CANDIANA. «Così vogliono metterci in ginocchio, non riusciamo a capire il perché di questo accanimento». Mirco Scudellaro, titolare dell’omonimo allevamento avicolo, prima di tutto vuole tranquillizzare chi ha acquistato i suoi capi: «Non c’è alcun rischio per l’utilizzo alimentare», assicura, «su questo i consumatori possono stare tranquilli. Le nostre carni sono a posto e assolutamente sicure, non c’è nessuna conseguenza per la salute umana. Il problema invece è per il nostro allevamento, spazzato via solo per “pura precauzione”, come ci è stato detto». Scudellaro ricostruisce i passaggi di questi giorni, a partire dai controlli di routine della scorsa settimana. «Tutti gli esiti erano negativi», racconta, «poi verso il fine settimana abbiamo segnalato la morte di alcuni capi. Dalle prime analisi non è emerso nulla e mi è stato detto che si trattata di enterite necrotica, un problema intestinale che può essere curato. Analisi successive invece hanno trovato traccia del virus H5 a “bassa patogenicità”. Per questo tipo di infezione, molto più blanda, non c’è bisogno di abbattere e distruggere tutti i capi dell’allevamento, ma basta procedere con la macellazione. Non lo dico io, c’è una legge che lo stabilisce. La norma, alla quale ha provato ad appellarsi anche il sindaco, stabilisce che in caso di influenza aviaria a bassa patogenicità i capi possano essere macellati e solo le viscere avviate alla distruzione. Infatti la carne che avevamo in magazzino la possiamo vendere. Ma le autorità hanno deciso per l’azzeramento».
(n.s.)


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