Impianto di biogas scatta la raccolta firme per fermare la puzza

LIMENA. È stata avviata una raccolta di firme per chiedere all’amministrazione comunale di Limena e alla Regione Veneto di prendere provvedimenti contro l’odore che a volte proviene dall’impianto di biogas situato in zona Tavello.
Nelle scorse settimane diverse persone avevano protestato contro le zaffate che investivano il quartiere Arcobaleno, da qui è scaturita quindi la decisione di inviare una lettera, sottoscritta da più firme possibili, in modo che una soluzione venga trovata in tempi celeri. I moduli della sottoscrizione saranno esposti nei banchetti di sabato 21 dalle 10.30 alle 12.30 in piazza Diaz e dalle 14.30 alle 17.30 nei giardini all’ingresso del Tavello. Sempre sabato in quartiere Arcobaleno saranno disponibili di mattina e al pomeriggio con i medesimi orari. Domenica mattina si potrà firmare invece all’oratorio della barchessa e al pomeriggio in quartiere Porra.
Gli impianti che producono biogas competono come gestione alla Regione e non al Comune, che però si è attivato nelle scorse settimane, incontrando i proprietari dell’impianto situato nel Tavello (da cui si suppone possa provenire l’odore) e l’Arpav. In effetti circa un mese fa i proprietari dicono che l’impianto aveva avuto un guasto, che aveva reso necessario aprire e lavorare nelle vasche (dove fermenta il letame dei tori allevati dall’azienda e il silomais), da cui erano fuoriusciti gli odori che poi si erano sparsi nel quartiere.
«Il 25 febbraio abbiamo incontrato la Società Agricola Tosetto», spiega il sindaco di Limena Giuseppe Costa, «per evidenziarle la nostra preoccupazione circa la presenza di forti odori, particolarmente concentrati nelle ore serali, e del disagio per i residenti, preoccupati per i possibili rischi alla salute. I proprietari si sono impegnati a risolvere il problema, mettendo in atto adeguate e immediate soluzioni tecniche. Inoltre, abbiamo concordato di aggiornarci entro fine marzo per verificare se le soluzioni siano efficaci».
Due giorni dopo il primo cittadino di Limena ha incontrato il direttore generale dell’Arpav, Carlo Emanuele Pepe, perché, nel caso gli odori persistessero, andrebbero coinvolti tutti gli enti di controllo.
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