In S.Tecla part-time o orario ridotto 5 giorni per decidere

ESTE. Cinque giorni per riflettere e decidere il proprio futuro. Arriverà il 17 luglio la risposta definitiva di lavoratori e sindacati alla Fondazione Santa Tecla, ente che nei giorni scorsi ha presentato alcune alternative all'esternalizzazione del servizio socio-assistenziale all’interno della casa di riposo di via Pra’. L’azienda, su invito del sindaco Giancarlo Piva, aveva presentato ai lavoratori alcune proposte per scongiurare l’ipotesi di esternalizzazione del servizio, che avrebbe comportato il licenziamento di oltre un centinaio di dipendenti e la riassunzione – non così scontata – in una cooperativa esterna. Tra le proposte era stata avanzata quella del contratto di solidarietà per tutti i dipendenti: si tratta di accordi stipulati tra l'azienda e le rappresentanze sindacali caratterizzati dalla diminuzione dell’orario di lavoro al fine di mantenere l’occupazione in caso di crisi aziendale e di evitare la riduzione del personale. Un’altra via era quella della trasformazione di alcuni contratti in part-time, con la possibilità di rotazione: giornate di lavoro limitate nell’orario, dunque, ma a turno. Una terza via prevedeva una sorta di mix tra le precedenti proposte.
Oltre ai nuovi contratti, la Fondazione ha presentato anche un piano di pre-pensionamenti (una decina). Nel dialogo tra le parti era emersa anche una clausola di salvaguardia dei contratti: qualsiasi scelta verrà presa, l’idea è quella di limitarla al massimo ai prossimi tre anni, dunque fino a che la crisi aziendale non sarà rientrata. Da ieri sono cominciate le consultazioni dei lavoratori, che avranno cinque giorni di tempo per fare la propria scelta. Se non si arriverà ad un esito condiviso, la Fondazione procederà con l’esternalizzazione del servizio. La risposta definitiva sarebbe dovuta arrivare lo scorso 8 luglio. Commenta la Santa Tecla: «Con senso di responsabilità continuiamo il dialogo, convinti come siamo che tutte le parti coinvolte abbiano a cuore anzitutto la qualità del servizio da offrire ai nostri anziani. Nella situazione attuale, possiamo solo limitarci ad aspettare che dai lavoratori arrivi un voto e dai sindacati arrivi un’indicazione, una scelta chiara».
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