Incendio nell'azienda di materie plastiche, danni per 6 milioni di euro

CITTADELLA. Milioni di euro di danni dopo la nube nera sprigionatasi ieri sera dal rogo devastante che ha scatenato l'incubo diossina a Cittadella.
L'incendio, poco dopo le 19.30, ha distrutto il capannone della Zecchini srl, ex Iso Pipes, che si trova in via dell'Artigianato nella zona industriale di Ca' Onorai: una colonna di fumo nerissimo si è alzata per decine di metri, mostrandosi in un raggio di 20 chilometri di distanza.
Il sindaco della città murata, Giuseppe Pan, è stato costretto per il rischio diossina a emettere un'ordinanza: mezza Cittadella ha dovuto chiudere gli infissi e a barricarsi nelle abitazioni. Tra le raccomandazioni il primo cittadino ha esortato i residenti della zona ed evitare di mangiare i prodotti dell'orto.
L'incubo - che ha allarmato migliaia di persone - ha preso forma nella serata di ieri e non ha ancora una causa: sul posto, immediatamente, si sono precipitati i pompieri di tre province, da Cittadella e poi i colleghi di Bassano, Castelfranco, Rovigo, Padova e Vicenza.
I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare la notte intera per domare il rogo e dovranno continuare per tutta la giornata di oggi. Del capannone - nella parte ad ovest - è rimasta sola la struttura in ferro, il tetto è crollato, gli uffici e i macchinari sono andati completamente distrutti.
Non è ancora possibile accertare l'importo esatto dei danni, ma si stima superino i 6 milioni di euro. La cosa certa è che i titolari dovranno rimboccarsi le maniche per ricostruire lo stabilimento, ripartendo da zero. La Zecchini srl produce rivestimenti in plastica per tubature e tubazioni; secondo una prima ricostruzione le fiamme si sono sviluppate nella parte ovest dell'edificio.
I pompieri hanno lavorato e continuano un'operazione costante per evitare che le fiamme si propaghino agli altri edifici a nord. Nella mattinata di oggi si dovrebbe anche fare chiarezza sul rischio inquinamento: le analisi dell'Arpav, effettuate nell'immediatezza, dovranno chiarire il livello di diossina diffusosi nell'aria. Decine di cittadellesi hanno chiamato il sindaco Pan, che è rimasto a vigilare sulle operazioni dei pompieri con carabinieri, protezione civile e polizia municipale.
«Un disastro enorme. Di certo i tanti curiosi che si sono ammassati nelle vicinanze dell'azienda non hanno agevolato i lavori dei soccorritori. Fortunatamente nessuno si è fatto male o è rimasto intossicato, al momento dello scoppio dell'incendio il capannone era chiuso», spiega il primo cittadino.
«La nube color nero pece si vedeva fino a San Pietro in Gu; in via precauzionale ho emesso un'ordinanza per tutti i residenti di Ca Onorai, Pozzetto e Borgo Treviso; è necessario, almeno fino a quando l'Arpav non avrà fatto chiarezza sul pericolo diossina, che gli infissi rimangano chiusi e non si vada a mangiare prodotti dell'orto».
Imponente lo sforzo operativo dei vigili del fuoco: una cinquantina gli uomini ha lavorato 12 ore di fila sul posto convergendo a Ca' Onorai da tre province (Padova, Treviso e Vicenza), coordinati dal comando provinciale di Padova e supportati anche nella logistica dal distaccamento di Cittadella.
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