“Indomite” venete Patriote, scrittrici e anche suore

Dal ’600 al ’900 le figure femminili in primo piano per l’emancipazione e la parità
Di Maurizia Rossella

di Maurizia Rossella

Con l’obiettivo di divulgare il pensiero femminile e fornire modelli di vita validi e tuttora attuali quanto a impegno e sviluppo della personalità, il volume “Indomite: giornaliste, scrittrici, teologhe, patriote nel Veneto dal Seicento al Novecento“ (a cura di Anna Maria Zanetti e Luccia Danesin, Marsilio, pag. 120, 14 euro) raccoglie i testi di conferenze rivolte a studenti e studentesse che frequentano gli istituti superiori. Le relatrici sono giornaliste, storiche, scrittrici, insegnanti attive nel nostro territorio: Paola Azzolini, Antonella Barina, Franca Cosmai, Macri Puricelli, Daniela Zamburlin, Anna Maria Zanetti e Luccia Danesin, autrice, quest’ultima, delle fotografie che documentano l’affluenza di pubblico nelle aule magne delle scuole in cui si è svolto il progetto denominato l’Altra Storia.

Promosso dall’associazione culturale Moderata Fonte, il progetto di divulgazione storica è stato ben accolto e diffuso da amministrazioni pubbliche e scolastiche del Veneto (Venezia, Padova, Portogruaro, Chioggia, Dolo, Belluno, Rovigo, Vicenza, Conselve). Scritti con metodi e stili diversi, gli interventi sono dedicati a personaggi femminili vissuti nella nostra regione in diversi secoli, dal ’600 al ’900. Vite, pensieri e imprese di queste “Indomite” venete che non trovano posto nei programmi scolastici sono divenuti rappresentativi dei passi compiuti nella storia, in epoche in cui le donne avevano solo doveri nell’ambito domestico e, prive di diritti o considerazione, nella famiglia patriarcale svolgevano solo funzione riproduttiva, di servizio e cura. Raccontate oggi, tali figure rimangono ancora sorprendentemente moderne e vicine a noi per inquietudini, riflessioni, ricerca di sé e della propria dignità; sono scrittrici, teologhe, giornaliste, patriote, donne d’azione che vissero e lavorarono per migliorare le società di cui facevano parte, desiderose di essere cittadine a pieno titolo.

La galleria di ritratti inizia con le veneziane, come Arcangela Tarabotti, costretta a forza dalla famiglia a farsi monaca benedettina nel '600. Ne parla Antonella Barina in un saggio in cui mostra come la Tarabotti dal convento criticasse la Serenissima con gli strumenti del pensiero e della scrittura, rivelando uno sguardo di teologa ante litteram; partendo dall’amara esperienza personale mostra un’acutezza politica paragonabile al “personale è politico” del femminismo. Anche Elisabetta Caminer è veneziana, nata nel Settecento, antesignana del giornalismo moderno, diresse periodici a Venezia e Vicenza, l’Europa Letteraria e Il Giornale enciclopedico, diffuse i contenuti dell’Illuminismo e attraverso le sue traduzioni fece conoscere Molière, Voltaire e autrici come Madame de Genlis sui temi dell’educazione delle donne. Macri Puricelli la definisce “la prima redattrice letteraria italiana”.

Seguono pagine dedicate ad alcune patriote venete impegnate durante il Risorgimento in attività di cospirazione e sostegno all’ideale di Patria e Italia Unita, per loro indissolubilmente legato ai temi dell’emancipazione femminile e del ricono. scimento dei diritti politici e civili. Paola Azzolini propone un ritratto della veronese Caterina Bon Brenzoni, vissuta nella Verona asburgica della prima metà dell’Ottocento, che fece del suo salotto un punto di ritrovo di poeti, scrittori, intellettuali che volevano la città liberata dai dominatori. Daniela Zamburlin descrive l’inglese Jessie White Mario, protestante, agitatrice politica che per la causa italiana procurava fondi in Inghilterra e negli Stati Uniti, scriveva per giornali inglesi come il Daily News e per testate americane, sposò il patriota polesano Alberto Mario, fece parte del corpo sanitario nella spedizione dei Mille e trascorse mesi in carcere per la sua lotta per l’indipendenza. A proposito della situazione delle donne in Italia scrisse: “Il lungo viaggio verso la parità e il rispetto delle donne, in Italia sarà doppiamente faticoso e irto di difficoltà rispetto al resto d’Europa”. Anche Leonilde Leonigo e Maddalena Montalban patirono il carcere austriaco a causa dell’attività cospirativa a favore dell’annessione del Veneto all’Italia unita: una vicenda di patriote dedite alla propaganda clandestina, riportata da Franca Cosmai con dovizia di avvenimenti. Anna Maria Zanetti racconta la vita del periodico “La Donna” fondato e diretto dalla padovana Gualberta Alaide Beccari, mazziniana fervente, sostenitrice del voto e dell’istruzione femminili. “La Donna” fu la principale vetrina del nascente movimento per l’emancipazione. Sua illustre collaboratrice fu Anna Maria Mozzoni, esponente di punta del movimento, polemista acuta, personalità e cultura di rango europeo, che scrisse parole tuttora attualissime: “la rivendicazione dei diritti civili, politici e sociali della donna è la più suprema di tutte le questioni sociali”.

Sempre di Zanetti il ritratto dedicato alla vicentina Elisa Salerno, giornalista, tormentata figura di femminista cattolica in lotta con le gerarchie ecclesiastiche per l’affermazione di una teologia e di una Chiesa che fosse dalla parte delle donne, sosteneva che lo sfruttamento e l’oppressione che le colpivano fossero il centro della questione sociale in quegli anni di industrializzazione e spopolamento delle campagne.

“Indomite: giornaliste,

scrittrici, teologhe, patriote nel Veneto dal Seicento

al Novecento“ a cura di Anna Maria Zanetti e Luccia Danesin, Marsilio, pag. 120, € 14,00

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