Industriali fedeli a Bitonci Giordani si autofinanzia

Il sindaco ha speso 197mila euro e 3mila della sua azienda. Degani ne versa 5mila Il leghista raccoglie tra le aziende di Bedeschi, Stimamiglio, Sabattini e Dal Bello
Una campagna elettorale costata 197 mila euro a Sergio Giordani. Molto meno allo sfidante Massimo Bitonci, che dalle sue tasche ha tirato fuori solo 15 mila euro ma è stato molto più abile a raccogliere piccole sottoscrizioni da parte soprattutto di alcuni grandi industriali padovani, come Guglielmo Bedeschi, Piero Dal Bello, Carlo Sabattini, Paolo Stimamiglio e Otello Lando, titolare dell’Hotel Milano. La sproporzione tra il costo della campagna elettorale è netta: Giordani viaggia sui 266 mila euro, Bitonci è sotto i 100 mila.


I finanziatori del sindaco.
Il limite di spesa fissato dalla legge in una città come Padova (proporzionato al numero di abitanti) è di 288.462 euro. Sergio Giordani l’ha sfiorato, ma gran parte della spesa l’ha sostenuta lui stessa. Ha effettuato diversi bonifici al suo “mandatario elettorale” fino a raggiungere i 197 mila euro. Altri 3 mila sono arrivati dalla sua azienda, la Trops Spa. E 4.900 euro sono stati versati anche dal fratello Carlo. Altri 1.500 euro sono arrivati dall’avvocato Emiliano Troi, dello studio Sat. C’è poi Barbara Degani, sottosegretario all’Ambiente, che ha versato (il 24 luglio, a elezioni ormai passate) 5 mila euro sul conto della campagna. E infine Giancarlo Negrin, marito dell’ex assessore Alessandra Brunetti, che ha contribuito per 1.250 euro.


Ma Giordani è anche colui che ha speso di più in consulenze per la campagna elettorale: il “guru” Mauro Ferrari è costato 7.800 euro; Matteo Bellomo,
campaign manager
di Begriff, ha ricevuto 5.200 euro; la Twig srl, società di sondaggi di Aldo Cristadoro, 6.832 euro; e infine l’agenzia Quorum Sas, quella di “YouTrend”, 1.220 euro.


Industriali con Bitonci.
Guglielmo Bedeschi l’ha fatto scrivere nero su bianco nel verbale del cda con cui la sua omonima azienda (specializzata in grandi macchinari per l’edilizia) ha stanziato 2 mila euro per finanziare la campagna elettorale del «candidato Massimo Bitonci, persona conosciuta, ritenuta idonea da un punto di vista politico ed organizzativo ad amministrare la città di Padova, come aveva già dimostrato nel corso della sua elezione precedente». Bedeschi ha poi tirato fuori direttamente dal suo conto in banca altri 2 mila euro. Su Bitonci hanno investito anche altre società: la Stimamiglio & C. Spa di Paolo Stimamiglio (2 mila euro); l’Hotel Milano srl di Otello Lando (mille euro); la Dal Bello, società importatrice di frutta esotica, di Piero Dal Bello (mille euro); e la Gvs srl dell’ex presidente di Interporto Carlo Sabattini (mille euro). Proprio Sabattini, Stimamiglio e Bedeschi erano candidati nella lista di Forza Italia e hanno raccolto rispettivamente 23, 32 e 31 preferenze. Candidata della lista Bitonci è anche la finanziatrice più generosa, Elisabetta Carraro. Una militante leghista, Harica Pierobon, ha versato 2 mila euro, così come Roberto Rolle, voluto da Bitonci alla presidenza di Telerete. L’ex assessore Paolo Botton ha messo mille euro, mentre l’ex capo di gabinetto Andrea Recaldin 500. Solo 300 per l’ex presidente della Zip Luca Deiana.


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