Influenza, 6 morti a Padova. I malati gravi a quota 80

Due delle vittime non avevano precedenti patologie e ben 72 tra i casi complessi sono risultati affetti da H1N1. Il virus continuerà a colpire anche nel mese di febbraio
20080710 - LECCO - HTH - ELUANA: SCETTICISMO IN OSPEDALE LECCO SU TRASFERIMENTO DELL'OSPEDALE - Il reparto di rianimazione dell'ospedale Alessandro Manzoni di Lecco, dove dovrebbe essere trasferita Eluana Englaro, la donna di 37 anni per la quale i giudici di Milano ieri hanno autorizzato la sospensione dell'alimentazione e idratazione forzata, in uno dei reparti per procedere all'interruzione del trattamento che la tiene in vita da oltre 16 anni in quanto e' in stato vegetativo permanente. Dell'eventuale trasferimento all'ospedale lecchese ne aveva parlato ieri la curatrice speciale di Eluana, l'avv.Franca Alessio, spiegando anche che nella struttura il professor Riccardo Massei, l'anestesista che segui' Eluana nel 1992 subito dopo l'incidente stradale che la porto' al coma, e' disponibile ad aiutare la famiglia Englaro e a dare assistenza alla donna e quindi seguire le indicazioni date dal decreto dei giudici milanesi. CARDINI / ANSA/ KLD
20080710 - LECCO - HTH - ELUANA: SCETTICISMO IN OSPEDALE LECCO SU TRASFERIMENTO DELL'OSPEDALE - Il reparto di rianimazione dell'ospedale Alessandro Manzoni di Lecco, dove dovrebbe essere trasferita Eluana Englaro, la donna di 37 anni per la quale i giudici di Milano ieri hanno autorizzato la sospensione dell'alimentazione e idratazione forzata, in uno dei reparti per procedere all'interruzione del trattamento che la tiene in vita da oltre 16 anni in quanto e' in stato vegetativo permanente. Dell'eventuale trasferimento all'ospedale lecchese ne aveva parlato ieri la curatrice speciale di Eluana, l'avv.Franca Alessio, spiegando anche che nella struttura il professor Riccardo Massei, l'anestesista che segui' Eluana nel 1992 subito dopo l'incidente stradale che la porto' al coma, e' disponibile ad aiutare la famiglia Englaro e a dare assistenza alla donna e quindi seguire le indicazioni date dal decreto dei giudici milanesi. CARDINI / ANSA/ KLD

PADOVA. L’influenza continua a uccidere a Padova: i decessi accertati salgono a quota sei. Un numero che, secondo le previsioni, è destinato a salire. Il picco di massima diffusione del virus stagionale, infatti, è atteso a fine febbraio.

Le vittime. Le vittime finora sono state cinque persone adulte e una bambina di due anni. Per loro non c’è stato nulla da fare: il virus influenzale ha preso il sopravvento causando gravi complicanze che hanno portato alla morte. Ma hanno lottato fino all’ultimo, affiancati dalla professionalità dei medici e del personale sanitario della Rianimazione dell’Azienda Ospedaliera di Padova dove erano ricoverati. Tutti i casi contraddistinti da un quadro clinico fortemente aggravato sono infatti giunti in via Giustiniani, presso le due unità di Terapia intensiva Istar, specializzate nella presa in carico dei pazienti più critici. Su sei, due erano in buone condizioni di salute prima di ammalarsi e non presentavano alcuna particolare patologia debilitante. Si tratta dell’ingegner Ivo Soccol, residente a Sacra Famiglia e amministratore delegato dell’impresa Svec e Valli immobiliare, positivo all'H1N1 e deceduto lunedì scorso all’età di 66 anni. E della piccola Elizabeth Iguma, due anni appena, che viveva a Sacro Cuore assieme ai genitori e le tre sorelle, positiva all'H3N2 e deceduta il 20 gennaio. Le altre quattro persone decedute, invece, erano tutte colpite da tempo da altre patologie croniche. Tra di loro, la sessantacinquenne affetta da problemi cardiaci e renali, morta lo scorso 10 gennaio. E altri tre pazienti di età compresa tra i 67 e 88 anni: chi già in insufficienza renale, sottoposto quindi quotidianamente a dialisi; chi affetto da mieloma multiplo, un tumore che colpisce le plasmacellule, un componente importante del sistema immunitario; chi con cardiopatie.

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Casi gravi. Il Servizio di Igiene e sanità pubblica dell’Usl 16, ad oggi, ha registrato 80 casi gravi per i quali si è resa necessaria la tipizzazione del virus. E’ stato analizzato microbiologicamente un campione di sangue per capire quale ceppo influenzale si è moltiplicato nel corpo. Di questi 80 ricoverati, la metà presentava pesanti insufficienze respiratorie e complicanze. Il virus H1N1, impropriamente chiamato “suina”, attacca in particolare l’apparato respiratorio. E ben 72 sono risultati positivi all’H1N1, ovvero il 90% degli ammalati sottoposti ad indagine. In 5 persone è stato individuato il virus H3N2, in 2 il ceppo B e in un caso non è stato riconosciuto.

I malati. L’epidemia sta facendo registrare un po’ in tutt’Italia i più alti tassi di ospedalizzazione degli ultimi anni. Tantissimi i padovani che si rivolgono ai medici di Medicina generale sul territorio o che accedono ai reparti di Pronto Soccorso e poi finiscono in reparto. L’Azienda Ospedaliera, con il direttore sanitario Gianluigi Scannapieco, nelle ultime settimane ha gestito un surplus tale di ricoveri da rendere necessaria l’aggiunta di 45 letti bis nei reparti di Medicina. L’influenza quest’anno non perdona: secondo il rapporto “Sistema di sorveglianza dell'influenza” della Regione, durante la terza settimana dell'anno, sono stati segnalati in tutto il Veneto 1.086 casi per un'incidenza totale di 97,5 malati per 10 mila abitanti.

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