Influenza, a Padova e provincia campagna Usl con 250 mila vaccini

Un terzo in più dell’anno scorso quando ne sono stati somministrati 180 mila. Si comincia in anticipo a ottobre
Un medico prepara una siringa monodose con il vaccino contro il virus dell'influenza in un'immagine d'archivio. ANSA/STRINGER
Un medico prepara una siringa monodose con il vaccino contro il virus dell'influenza in un'immagine d'archivio. ANSA/STRINGER

PADOVA. Sono quasi 250 mila le dosi di vaccino contro l’influenza che l’Usl 6 Euganea ha ordinato, come sancito nella delibera 593 del 13 agosto firmata dal direttore generale Domenico Scibetta, dalla fornitura regionale di cui si è fatta carico l’Azienda Zero. Si tratta di una quantità decisamente maggiore rispetto al passato, circa un terzo in più delle dosi somministrate l’anno scorso che erano state 180 mila. Alla base del super ordine - per una spesa complessiva di circa 1,4 milioni di euro - c’è ovviamente la strategia per far fronte alla prossima stagione autunnale e invernale quando l’influenza dovrà convivere con il Covid 19. Due infezioni che danno sintomi molto simili rendendo così complicata la diagnosi differenziale. Tante più persone saranno vaccinate contro l’influenza, tanto più veloce sarà diagnosticare l’eventuale infezione da coronavirus.

Ma non è solo una questione di praticità, anzi. A parte il fatto che una diagnosi veloce significa cure più tempestive, è stato anche dimostrato con esperimenti in vitro che chi contrae l’influenza stagionale è più soggetto ad ammalarsi anche di Covid. E gli effetti delle due infezioni contemporanee possono essere devastanti. Se è poi vero che il vaccino per l’influenza non protegge dal Covid, è vero anche in ogni caso la vaccinazione sollecita il sistema immunitario.

Quest’anno la campagna per i vaccini contro l’influenza sarà anche anticipata: sicuramente a ottobre ma se si riesce ad avere anche prima le scorte si potrà iniziare già da settembre. La Regione Veneto ha deciso di abbassare l’età da 65 a 60 anni per il vaccino gratuito e saranno considerati tra le categorie a rischio anche coloro che hanno già contratto il Covid. E un’altra categoria per cui si auspica un’ampia adesione è quella dei minori. —


 

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