Intelligenza artificiale in azienda, Cna: «Servono strumenti operativi per aiutare le piccole imprese»

Secondo il report “Ai e piccole imprese” della Cna, quasi due artigiani su tre conoscono l’intelligenza artificiale fisica e il 45,4 per cento ritiene che entro dieci anni il proprio settore ne verrà fortemente condizionato

L’Ai è destinata a rivoluzionare anche le aziende artigiane
L’Ai è destinata a rivoluzionare anche le aziende artigiane

L’Intelligenza artificiale entra nei capannoni, ma per diventare un volano di crescita richiede competenze specifiche. Secondo il report “Ai e piccole imprese” della Cna, quasi due artigiani su tre (il 64,8%) conoscono l’Ia fisica (ovvero i sistemi intelligenti che operano nel mondo materiale) e il 45,4% ritiene che entro dieci anni il proprio settore ne verrà fortemente condizionato. Tuttavia, per trasformare l’interesse in innovazione gli imprenditori chiedono formazione.

Il corso di formazione

Più del 53% del campione indica come priorità l’aggiornamento gratuito per operai e tecnici, posizionandolo al di sopra di contributi a fondo perduto (49,2%) o crediti d’imposta (47,1%).

Per rispondere a questa esigenza, la Cna ha promosso quindi un percorso formativo gratuito e fortemente operativo, realizzato in collaborazione con gli esperti del Galileo Visionary District.

L’appuntamento inaugurale dell’evento è fissato per mercoledì 16 settembre a partire dalle 17.30 nelle aule del Parco scientifico tecnologico Galileo in via Edoardo Plinio Masini 8 alla Stanga.

Il ciclo proseguirà poi con tre tappe operative: il 30 settembre (alle 15) in programma un focus su chatbot e assistenti virtuali per il servizio clienti; il 15 ottobre si terrà l’approfondimento sull’automazione dei processi amministrativi e commerciali; il 5 novembre, infine, la sessione conclusiva dedicata all’impiego degli avatar digitali per la comunicazione e la formazione aziendale.

L’impatto dell’Ia

Dall’indagine emerge come la percezione dell’Ia vari in base ai settori: l’impatto a dieci anni è stimato elevato soprattutto nell’industria pesante (89%) e nella manifattura (78%), mentre appare più contenuto nell’edilizia (50,2%) e nell’artigianato artistico (31,9%). Il 55% del campione valuta positivamente possibili investimenti futuri, ma il principale fattore di freno rimane la percezione dei costi di accesso (46,6%), considerati un ostacolo maggiore rispetto alle difficoltà tecnologiche (33,8%).

«Per un territorio ad alta vocazione produttiva come quello di Padova, la vera ricchezza risiede nelle competenze che guidano le tecnologie», sottolinea Luca Montagnin, presidente di Cna, «servono degli strumenti operativi per accompagnare le piccole imprese in questa transizione ed è necessario valorizzare il saper fare. L’obiettivo a questo punto è quello di consentire agli imprenditori di integrare le soluzioni più adatte in modo graduale e sostenibile» conclude quindi Montagnin.

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