Intervista-choc di un imprenditore nelle mani degli usurai

PADOVA . «Conosco circa 200 piccoli imprenditori, per la maggior parte veneti, finiti nelle mani degli usurai . Minacce e abusi erano all'ordine del giorno. E per lo stress e lo spavento, in quel periodo, mia moglie ha avuto un aborto». Questo uno dei passaggi dell’intervista-choc di un imprenditore veneto finito nelle mani degli strozzini. Intervista realizzata dalla giornalista padovana Lisa De Rossi per l’associazione «Nuova Frontiera», guidata da Marco Carrai, che sabato sera ha organizzato un dibattito sulla mafia a cui a partecipato anche il procuratore antimafia Pietro Grasso.
Nel video – proiettato durante il convegno di sabato sera e che il Mattino di Padova vi propone per la prima volta in versione integrale – l’imprenditore, ripreso di spalle, racconta la sua esperienza, spiegando i meccanismi con i quali la criminalità organizzata stritola i piccoli imprenditori.
«In Veneto il rischio di infiltrazioni mafiose è alto, ma il Nordest finora ha sempre mostrato veri e propri anticorpi alla malavita – ha ricordato il procuratore Grasso – Purtroppo la crisi favorisce il sistema mafioso. Le imprese oggi non hanno la liquidità necessaria e le banche faticano a prestare denaro. Ecco allora che spuntano i colletti bianchi della mafia pronti a prestare denaro e ad entrare nelle aziende con capitali freschi. Ed ecco il riciclaggio. Il Veneto è sotto il tiro della camorra, più che della mafia siciliana o 'ndrangheta calabrese».
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