Invasione di topi negli uffici comunali, disposta la chiusura

PADOVA. Per una settimana i dipendenti hanno pazientemente pulito e disinfettato le loro scrivanie prima di mettersi al lavoro. Ma, nonostante i tentativi di derattizzazione fatti durante il fine settimana, la situazione è degenerata. È per questo che alcuni uffici del settore Provveditorato, piano terra di via Sarpi, rimarranno chiusi fino a quando non sarà stata decimata la colonia di topi che, dopo aver assaggiato le scorte alimentari del vicino bar, ha deciso esplorare nuovi gusti. A farne le spese una decina di dipendenti comunali. Lavorano in via Sarpi, civico 3/A, dove si occupano degli acquisti di materiale utile al Comune e dove ci sono anche la stamperia e il magazzino contenente le divise (nuove) della polizia municipale, degli operai delle manutenzioni, degli addetti ai servizi nelle scuole e negli asili. Probabilmente erano quelli gli obiettivi dei roditori.
Lunedì scorso negli uffici sono comparse le prime avvisaglie di una lenta colonizzazione da parte dei topolini. Per terra, sui mobili, sulle scrivanie gli impiegati hanno trovato escrementi di roditore. Sono animali “di granaio”, di quelli che vanno in cerca di riso e farina, ma erano arrivati nel cuore di un locale comunale. Perché? Se lo sono chiesto anche i dipendenti, ma prima hanno deciso di rimboccarsi le maniche per ripulire gli uffici. E così hanno fatto, giorno dopo giorno. Nel frattempo il caposettore del Provveditorato Ezio Tognin dava disposizione di usare le esche avvelenate con la speranza che facessero effetto nel fine settimana. Ieri mattina, al loro ritorno in ufficio, i dipendenti hanno scoperto che la situazione non era per niente migliorata. Al posto degli escrementi hanno trovato tracce di sangue, effetto dell'emorragia interna indotta dai bocconi avvelenati. Dalla padella alla brace. Il settore Sicurezza e Prevenzione ha vietato ai dipendenti l'ingresso nei locali (dove il pubblico non entra) fino a quando la situazione non si sarà risolta grazie all'intervento di una ditta specializzata. «Abbiamo fatto raddoppiare il numero di esche e oltre alla derattizzazione ho chiesto che venga fatta una sanificazione completa» spiega Tognin, «nel frattempo alcuni dipendenti mi sono venuti incontro mettendosi in ferie, altri lavoreranno insieme ai colleghi in altri uffici». Le indagini hanno permesso di scoprire il punto di partenza della migrazione: si tratta del bar che confina con gli uffici. «Il locale è chiuso da quest'estate» spiega Tognin, «ma c'erano delle derrate alimentari che hanno attratto i topi. Poi si sono spostati negli uffici attigui». Ora si lavora per eliminare la colonia. «Ho massima comprensione per i miei collaboratori» continua Tognin, «e i proprietari del bar, che pagano l'affitto al Comune, si sono dimostrati collaborativi. Tra l'altro li conosciamo bene perché i dipendenti pranzavano lì praticamente ogni giorno e la signora Rita era una cuoca provetta». Lo devono aver pensato anche i roditori, tanto da far razzia di quello che era rimasto. Ma ad aspettarli ora troveranno solo dei bocconi avvelenati.
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