Riecco l’istrice sui Colli Euganei: immortalato da una fototrappola a Teolo
L’avvistamento dell’animale tipico degli Appennini nella zona nord dei Colli dopo alcuni anni in cui mancava. L’entusiasmo dei piccoli che avevano posizionato la fototrappola

L’istrice torna a farsi vedere sui Colli Euganei e questa volta compare a nord. Dopo i primi avvistamenti nel 2021 nella zona sud, tra Este e Baone, il curioso mammifero tipico degli Appennini è stato ripreso da una fototrappola tra i boschi di Teolo. Un segnale che conferma come la specie stia ampliando la propria presenza nel comprensorio, arricchendo ulteriormente la biodiversità euganea.
A scoprirlo sono stati due bambini insieme al padre, che hanno deciso di chiamare il curioso animale “Signor Spino o Signora Spina”, comparso davanti alla fototrappola posizionata nel bosco dietro casa.
«Quando abbiamo schiacciato il tasto play per vedere il video, i miei bambini sono rimasti incantati», racconta Nicola Pedron, «Non credevano a quello che stavano vedendo e mi hanno chiesto subito di che animale si trattasse». Da tempo il padre utilizza le fototrappole notturne per far conoscere ai figli gli “abitanti pelosi” dei Colli Euganei: cinghiali, caprioli, tassi e volpi. Poi la sorpresa dell’istrice: «A primo impatto non mi sembrava per nulla un animale presente nei Colli Euganei e per questo ci siamo messi a fare ricerche. Abbiamo scoperto che è tipico degli Appennini. Per loro è stata una piccola, grande, scoperta».
L’istrice, riconoscibile per i lunghi aculei bianchi e neri e per le abitudini notturne, è una presenza ancora rara in Veneto.
Il primo episodio documentato risale a cinque anni fa, quando un esemplare era finito in una trappola per cinghiali a Rivadolmo di Baone, attirato dalle esche e poi liberato dagli operatori del Parco. Successivamente era stato segnalato anche ad Este, sempre attraverso una fototrappola, senza però rifarsi vedere per molto tempo.
Ora la nuova comparsa a nord dei Colli sembra indicare un progressivo ampliamento dell’areale di presenza dell’animale nell’ambiente euganeo. Per i più piccoli l’incontro inatteso si è trasformato in un’occasione di didattica ambientale. «Cerco sempre di far conoscere loro la natura e l’importanza della tutela dell’ambiente» prosegue Pedron «e la sorpresa che la biodiversità delle nostre colline si arricchisce con la presenza dell’istrice li ha riempiti di entusiasmo e hanno voluto dare un nome alla loro scoperta. Quando mi hanno chiesto se fosse maschio o femmina non ho saputo rispondere e così hanno scelto un doppio nome: Signor Spino o Signora Spina».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








