Itel, lo sciopero continua Oggi picchetto all’Enel
Gli operai di Limena saranno davanti all’azienda per l’energia a Mestre Protestano contro il riassorbimento «senza tutele» nel colosso Psc Group

LIMENA. Erano una quarantina i dipendenti della Itel di Limena ieri mattina davanti ai cancelli dell’azienda per protestare contro un percorso di riassorbimento nel colosso italiano Psc Goup che rischia di privarli di garanzie occupazionali e reddituali importanti. Dopo quasi trent’anni di lavoro nell’ambito degli appalti Enel, l’azienda di Limena (fa parte del consorzio C.T.E. che associa anche la Simet di Albignasego, la Pettenon di Cittadella e la Tecnoelettra di Camposanpiero per un totale di oltre 300 lavoratori) ad aprile scorso ha perso la sua commessa e chiuderà i rapporti con l’Enel per la manutenzione delle reti del Triveneto meridionale a settembre. Al suo posto una nuova rete d’imprese capitanata, appunto, da Psc Group. «Nessuno ci aveva detto nulla del cambio di appalto», spiegano i lavoratori riuniti in un picchetto davanti ai cancelli di Itel, «ma avevamo già notato girare attorno all’azienda figure nuove. Poi siamo stati contattati individualmente dalla Psc che ha invitato molti di noi a colloqui individuali, all’Hotel Milano, per offrire posti di lavoro senza articolo 18 e con stipendi più bassi di quanto non siamo ora. Ma anche quella è stata solo una fase di passaggio perché ora in azienda non si vedono che persone della Psc come se avessero già comprato tutto». Un campanello d’allarme che non è sfuggito ai sindacati. «Ci sono leggi che tutelano i lavoratori in caso di cessione di ramo d’azienda», ha spiegato Gianluca Badoer, della Fiom Cgil di Padova, «Siamo pronti ad ogni tipo di confronto per tutelare i lavoratori ma non alle operazioni unilaterali che rischiamo di permettere il licenziamento individuale senza giusta causa per persone che all’azienda hanno dato buona parte della loro vita». E se, secondo i sindacati, la linea della Psc è quella delle mani libere e del rifiuto del confronto con le organizzazioni dei lavoratori, è la proprietà di Itel ad intervenire nel dibattito. «Dopo più di 30 anni di attività», ha detto il presidente di Itel Livio Iovini, «a fine agosto finiscono i miei impegni contrattuali con Enel. Psc si è dimostrata sensibile ed ha dato disponibilità ad assumere i lavoratori a condizioni economiche e normative paragonabili a quelle attuali. La risposta dei sindacati è incoerente e lo sciopero ingiustificato». E tuttavia anche stamattina i dipendenti di Itel, una novantina tra le sedi di Padova e di Venezia, si sono dati appuntamento di fronte ai cancelli dell’Enel di Mestre per continuare una protesta che, senza un confronto tra le parti, minacciano sarà ad oltranza.
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