La banda del buco colpisce a Teolo e fugge con una "500" d'epoca

TEOLO. Armati di martello e scalpello hanno praticato un foro nella parete di un capannone della zona industriale di Selve, a cavallo con quella di Cervarese, per poi fare breccia dall’interno in quello confinante, facendo però suonare l’allarme.
Per ben tre volte i titolari sono arrivati di corsa per verificare se erano in corso dei furti, ma dall’esterno tutto era in ordine e non si sono accorti del fatto che i malviventi erano entrati nell’azienda, da un foro praticato all’interno dei bagni.
«Abbiamo pensato a un contatto nel sistema d’allarme», commenta Luca Vitalba, titolare della omonima azienda di produzione di grondaie. «Siamo anche entrati nel capannone, che si trova in via Galilei, ma non abbiamo notato nulla e non ci siamo preoccupati. Solo ieri mattina ci siamo accorti che mancava la Fiat 500 rossa del 1968, orgoglio e vanto di mio padre e tutto ciò che ne era rimasto era la ruota di scorta abbandonata a terra».
I ladri hanno infatti caricato direttamente la refurtiva nello storico mezzo e in questo modo si sono dileguati indisturbati. Il raid è iniziato verso le tre di notte, orario nel quale è suonato per la prima volta l’allarme. Sono entrati da via San Benedetto, nell’officina meccanica Cerato, praticando un foro nel muro dall’esterno, un lavoro lungo e certosino.
Una volta entrati, hanno selezionato con cura le attrezzature da portare via. Hanno quindi vuotato il furgoncino dal materiale di scarto per poterlo utilizzare sia come ariete per sfondare lo stretto muro divisorio tra le due aziende che come mezzo di trasporto del rame da rubare. Ma non sono riusciti ad accendere il motore e per questo motivo hanno quindi deciso di praticare il foro nel muro dei bagni per passare dall’altra parte.
Duro il commento di Emanuele Cerato, titolare dell’officina. «Non è possibile andare avanti così», esordisce. «I carabinieri sono pochi e non riescono a tenere sotto controllo tutta la zona. Noi non abbiamo un sistema d’allarme e mai avremo pensato di essere un possibile bersaglio di questi delinquenti. Ci hanno portato via trapani e attrezzi da lavoro, merce che può essere facilmente rivendibile al mercato nero. Bisogna che corriamo ai ripari», termina, «mettendo in funzione il servizio di vigilanza che ci è stato prospettato, altrimenti saremo presto tutti vittime di questa banda di ladri».
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