La Bassa Padovana deve essere inserita nel Registro tumori

Richiesta formale del Consiglio comunale di Este per uno studio sulla diffusione delle neoplasie nel territorio
Di Nicola Cesaro

ESTE. Registro tumori veneto: perché la provincia di Padova non è rappresentata? A chiederselo è stato il Consiglio comunale di Este, indignato dal fatto che lo strumento voluto dalla Regione Veneto per “mappare” le neoplasie nel territorio regionale non includa nemmeno un comune della Bassa Padovana e in genere dalla provincia patavina.

Il Registro tumori è uno strumento introdotto in Italia nel 1976 dalla Lombardia: si tratta di una struttura impegnata nella raccolta di informazioni sui malati di cancro residenti in un determinato territorio. Il Veneto ha adottato questo strumento nel 1990. Nel 1995 sono stati pubblicati i primi dati, relativi ai Comuni di nove Usl e all’anno 1987. Il campione è passato dai 1.153.818 residenti del 1987 ai 2.311.112 del 2006, anno dell’ultimo aggiornamento. Peccato che il Registro, negli oltre 2 milioni di veneti presi a campione, non consideri i dati dei cittadini padovani: la nostra provincia è infatti rappresentata solo da Boara Pisani (alcuni comuni vi rientrano solamente per le neoplasie in età pediatrica). Da qui la mobilitazione del Consiglio atestino, che nell’ultima seduta ha approvato un ordine del giorno che chiede l’inserimento dell’Usl 17 nel Registro.

L’iniziativa è stata voluta dalla maggioranza guidata da Giancarlo Piva, ma ha trovato l’appoggio di tutte le forze politiche: «Perché Este e Padova sono fuori dallo studio?» si è chiesta l’ex deputata Paola Goisis «Compaiono città come Bassano del Grappa e Belluno, dove l’aria è certamente più pulita della nostra, e non territori come la Bassa Padovana dove è evidente che insiste un’alta incidenza di neoplasie. È assurdo e poco scientifico come approccio».

«Un tempo un responsabile del Registro mi disse che il mancato inserimento delle nostre aree era dovuto a un problema economico, visto che il servizio ha un costo elevato e la Regione non fa che tagliare», si è accodato il leghista Carlo Zaramella. Ha aggiunto Giovanni Guariento (Idv): «Dobbiamo sostenere questa iniziativa e spingere il Registro ad accogliere l’Usl 17: è un segnale di attenzione a questa tematica che i cittadini devono cogliere».

Ha chiuso il sindaco Piva: «Spero veramente che l’inserimento del nostro territorio non sia legato a una mera questione economica: crediamo che allargare il Registro anche alla Bassa sia un modo per fornire le nostre strutture sanitarie di elementi fondamentali per un’attività di prevenzione e di cura».

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