La Camposampiero martoriata dalle bombe

CAMPOSAMPIERO. «Ecco un frammento delle bombe che in quel periodo distruggevano Camposampiero». A tirarlo fuori, dopo il clamore suscitato nei giorni scorsi dall’evento del bomba-day, è stato Colombo Tollardo, 87 anni, scultore e artista del legno, che ha conservato per tanti anni nel suo laboratorio, un quadro con incorniciato un frammento della bomba caduta il 26 dicembre del 1944 in via San Marco, a pochi metri dal punto dove domenica scorsa è stato disinnescato un ordigno alleato emerso durante i lavori di scavo per il cavalcavia ferroviario. Il quadro con la scheggia originale è stato appeso nella sala d’ingresso della pasticceria “Macola”, locale storico della città. Un frammento di storia che “Macola” può ora conservare insieme alla memoria di tanti altri eventi transitati o raccontati nella storica pasticceria del centro.
«Nei mesi subito dopo la guerra, stavamo facendo dei lavori di restauro in alcune abitazioni, quando mi accorsi che, conficcata in un albero di noci all’interno della proprietà Montin, c’era questa scheggia» ricorda oggi Colombo Tollardo che, insieme a Bepi Conte (alla memoria) e a Luigi Favero, nell’aprile dello scorso anno fu premiato dall’amministrazione guidata da Domenico Zanon con il riconoscimento “Dedicato a…” per la sua attività artistica e anche per la memoria storica.
Recuperato il reperto, Tollardo vi aveva scritto i riferimenti temporali: «Scheggia di bomba americana esplosa martedì 26 dicembre 1944 ore 12.30». Quel giorno di Santo Stefano è rimasto impresso nella memoria di tanti cittadini di Camposampiero, per il violentissimo bombardamento aereo a cui il paese fu sottoposto. Proprio in via San Marco, la casa della famiglia Stocco fu centrata in pieno da una bomba e vi morirono quattro persone tra le quali due bambini, oggi ricordate da una lapide posta all’esterno delle chiesa parrocchiale. E così pure i conventi dei frati e delle suore del Noce furono bombardati e ci furono delle vittime anche fra i religiosi. Tutta la zona lungo la linea ferroviaria fu considerata un obiettivo, preso di mira a più riprese dall’aviazione angloamericana durante gli ultimi mesi del conflitto. Molte bombe esplosero, almeno una no: quella riaffiorata e resa innocua pochi giorni fa. (fra.z.)
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