LA CASTA / Sopravvivere alla crisi con 12 mila euro al mese

PADOVA. Se ne riparlerà nel 2012. E, se proprio ce l’avete con la Casta, fatevi un appunto sul calendario. «Convocherò entro il 30 gennaio l’Ufficio di Presidenza – ha puntualizzato ieri il presidente della Camera Gianfranco Fini – per deliberare sulle nuove forme retributive per i d eputati e su tutte le altre voci di spesa relative ai servizi ad essi fino ad oggi garantiti». All’origine del rinvio la mancata conclusione dei lavori della commissione Giovannini incaricata di comparare gli stipendi dei parlamentari europei e di quelli italiani. Un’analisi – ha spiegato il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini – molto complicata. Non tanto per l’indennità di base, quanto per i costi connessi, come i collaboratori, i rimborsi spesi o la diaria. Ma come lavora in concreto la commissione? «Sono stati chiesti alle singole ambasciate – ha precisato Giovannini – i dati sulle retribuzioni accessorie dei parlamentari, ma si tratta di situazioni molto diverse tra loro». Morale: i tempi non sono certi. In attesa di sapere quanto guadagnano i parlamentari dell’Estonia, della Lettonia e della Lituania, vediamo quale assegno portano a casa i nostri deputati. Si tratta di Filippo Ascierto, che abbiamo scelto (primo nell’ordine alfabetico) come testimonial. Ovviamente il trattamento economico riguarda tutti i nostri onorevoli: Massimo Bitonci, Antonio De Poli, Massimo Donadi, Niccolò Ghedini, Paola Goisis, Lorena Milanato, Margherita Miotto, Giustina Mistrello Destro, Alessandro Naccarato.
LO STIPENDIO DEI DEPUTATI. Dal primo ottobre l’indennità parlamentare mensile è pari a 5.246,97 euro, al netto della ritenuta fiscale (pari a 3.719 euro), della quota accantonata per l’assegno vitalizio (1.006,51), delle ritenute previdenziali (784,14 euro) e assistenziali (526,66). I deputati che svolgano un’altra attività lavorativa si vedono decurtare la busta paga di poco più di duecento euro (5.007,36).
LA DIARIA. A titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma viene riconosciuta a ogni deputato una diaria mensile pari a 3.503,11 euro. Questa cifra viene sforbiciata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza. Per essere considerati presenti basta partecipare al 30% delle votazioni della giornata.
IL RIMBORSO SPESE. Il «Parlamento dei nominati» (eletto sulla base di liste bloccate) non ha rinunciato al rimborso forfetario per le spese relative al rapporto tra eletto ed elettori. Questa cifra, erogata attraverso il gruppo parlamentare , è pari a 3.690 euro.
SPESE DI VIAGGIO. Per i trasferimenti da casa all’aeroporto più vicino e da Roma-Fiumicino a Montecitorio, è previsto (fino a 100 chilometri) un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro. Che diventano 3.995, 10 se la dtstanza da percorrere supera i 100 chilometri. I deputati hanno diritto a tessere per viaggiare gratis in autostrada, sui treni, sugli aerei e sui traghetti.
TELEFONO. Per le telefonate i deputati ricevono una somma annua pari a 3.098,74 euro. La Camera non fornisce telefonini agli onorevoli.
RICAPITOLANDO. SE sommiamo l’indennità parlamentare (3.719) alla diaria piena (3.503), al rimborso forfetario (3.690), alle spese di trasporto (1.322) e alle spese telefoniche (256 euro) arriviamo a 12.490 euro al mese.
IL SENATO TAGLIA. Ieri, per la prima volta, Palazzo Madama ha introdotto la penalizzazione di un trentesimo della diaria per ogni giornata di assenza alla sedute di commissione o di giunta. Resta invece confermata la normativa che prevede la trattenuta di un quindicesimo della diaria se il senatore non partecipa almeno al trenta per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata.
I VITALIZI. Dal primo gennaio 2012 cambia il trattamento previdenziale per i senatori. il diritto alla pensione matura a 65 anni per chi abbia almeno cinque anni di contribuzione. Per ogni anno di mandato ulteriore l’età viene diminuita di un anno fino a un limite inderogabile di 60 anni.
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