La Cgil: «Troppi treni passano alle Terme Serve l’Alta velocità»

ABANO. Troppi incidenti. Come la tragedia sfiorata poco più di una settimana fa alla stazione di Terme Euganee. Undici passaggi a livello non ancora eliminati tra la città del Santo e Bologna e quindi sempre pericolosi.
La linea Padova-Monselice-Rovigo-Ferrara-Bologna, sebbene ogni giorno sia percorsa da 36 Frecce Argento di TrenItalia che vanno e vengono da Roma, da 6 Italo del NTV e da due Frecce Bianche per Bari, Lecce (in tutto 44 treni che sfrecciano, in molti tratti, ad oltre 150 km all’ora) non è una vera linea ad alta velocità. Infatti, come sostengono le stesse Fs, una linea può e deve essere considerata ad Alta velocità solo quando i treni, in genere gli Eurostar 500, corrono ad oltre 200 km all’ora ed i convogli viaggiano su binari separati rispetto alla linea tradizionale preesistente.
Quindi a tutti gli addetti ai lavori è noto che, al momento, i 120 chilometri che separano Padova da Bologna rappresentano l’anello debole di tutto il sistema Alta velocità della penisola. Anche i treni superveloci, infatti, sono costretti a sfrecciare soltanto sui binari del vecchio collegamento ferroviario tra l’Emilia ed il Veneto. Lungo tutto l’asse nazionale Av, che va da Torino a Salerno, via Milano Rogoredo, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, sia gli Italo che le Frecce Rosse ed Argento circolano su binari separati, realizzati ex novo. Insomma sarebbe ora di costruire la vera Alta velocità anche tra Padova e Bologna.
Tra l’altro i quattro binari per collegare le due regioni limitrofe servirebbero sia per far correre gli attuali treni rossi di Montezemolo e le Frecce Argento sino a 200-250 km all’ora risparmiando circa un quarto d’ora per andare a Roma, sia per far circolare con più frequenza i treni dei pendolari, croce e delizia di coloro che si spostano quotidianamente tra le province di Padova, Mantova, Verona, Rovigo e Ferrara. Uno dei primi che intende rilanciare la battaglia per realizzare l’Alta velocità anche tra Padova e Bologna è Ilario Simonaggio, segretario regionale della Filt-Cgil. «La linea Padova-Bologna sarebbe tutt’altra cosa se si potessero affiancare altri due binari a quelli esistenti», osserva Simonaggio. «Ma il quadruplicamento dei binari non è ancora inserito in nessun progetto e nessun politico e/o imprenditore si è fatto avanti per chiedere al governo la realizzazione di questa nuova linea».
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