La cintura chiede il raddoppio del tram

Il tavolo sulla mobilità sostenibile punta sul rafforzamento del trasporto pubblico per liberare i centri urbani dal traffico
MALFITANO - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - SEMAFORO TRAM VIA GUIZZA
MALFITANO - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - SEMAFORO TRAM VIA GUIZZA

ALBIGNASEGO. «Dobbiamo cambiare il paradigma, mettere al centro la persona e non l’auto, smettendo di parlare di opere pubbliche, ma di servizi». Il sindaco di Maserà Nicola De Paoli sintetizza così il lavoro svolto ieri alla seconda riunione di confronto tra i Comuni Comepa dell’area sud ovest e le associazioni, nella redazione del Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile. Inutile dire che il problema è il traffico e la possibile soluzione il trasporto pubblico, purché sia efficiente, economico e integrato. Ogni giorno un esercito di veicoli, il cui numero (250 mila) è pari agli abitanti della cintura metropolitana e anche a quelli della città di Padova, si sposta lungo direttrici precise, per lo più verso la città, sede di lavoro e servizi, in determinati orari della giornata. Questi vanno gestiti, attraverso non tanto la creazione di nuove strade, ma – e qui deve intervenire il cambio di mentalità – attraverso un trasporto pubblico che renda conveniente lasciare l’auto a casa per usare bus, tram o il treno.

Il tram. Tutti i Comuni chiedono il collegamento con la città tramite un mezzo pubblico frequente e puntuale come potrebbero essere le tre linee del Sir, ovvero il tram. Una richiesta avanzata a sud Albignasego e Maserà, alle terme da Montegrotto (che però chiede anche maggior frequenza del trasporto ferroviario) e lungo la regionale 11 da Rubano e Mestrino. Pur essendo lontano il progetto, alcuni Comuni hanno già investito in esso.

«Abbiamo messo a disposizione trentamila metri quadrati, ai confini con Carpanedo di Albignasego» dichiara il sindaco di Maserà, «per realizzare un parcheggio scambiatore, che potrebbe diventare il capolinea del tram se prolungato dalla Guizza a Maserà, passando per Albignasego». La stessa cosa ha fatto Rubano. «Abbiamo un’area destinata a servizi» rivela infatti l’assessore Ermogene Gatto, «ai confini con Mestrino, nell’area del McDonald’s».

Il trasporto pubblico. Sì al tram, allora, e sì anche al biglietto unico e a un collegamento con il polo universitario di Agripolis a Legnaro. Come hanno sottolineato i partecipanti al tavolo di discussione, manca un collegamento con l’importante polo scientifico su cui ogni giorno gravitano 4. 500 persone, e anche una connessione diretta tra il quadrante sud e quello est, che costringe ad arrivare in città per prendere poi la tangenziale, con aggravio di traffico e inquinamento.

Infrastrutture. In attesa di un trasporto efficiente e conveniente è necessario liberare i centri abitati dalle file di traffico infinite. «Per alleggerire la regionale 11 chiediamo l’allargamento della strada Pelosa fino a via Tevere, dove sorge la sede dell’Aspiag» annuncia il vicesindaco di Mestrino, Mario Fiorindo. «Dall’altro lato della regionale sarebbe necessario un collegamento tra la zona industriale di Ronchi di Villafranca e la regionale stessa, che pensiamo a livello del centro commerciale La fornace oppure della zona artigianale di Veggiano. Questo diminuirebbe il passaggio dei mezzi pesanti lungo il centro di Rubano e Mestrino». Anche Albignasego chiede di liberare via Roma «collegando via Milano fino alla tangenziale di Padova» aggiunge il sindaco Filippo Giacinti.

Piste ciclabili. E per favorire gli spostamenti su due ruote servono piste ciclabili collegate tra loro, come non lo sono adesso. Una tendenza che ha notato il Comune di Abano? I turisti tedeschi chiedono sempre più di raggiungere Padova e i suoi monumenti in sella alla bicicletta.

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