La guardia dell’ospedale blocca pure un paziente

Il giovane ha dovuto rivelare di essere diretto al Centro di salute mentale Legambiente protesta, critiche dall’Idv al servizio. Pavesi replica: «Funziona»
Este, 02.01.2013 Sicurezza privata all'ospedale di Este Nella foto: il direttore Giovanni Pavesi si complimenta con la guardia nel posto in cui sostavano i rumeni ph. Zangirolami
Este, 02.01.2013 Sicurezza privata all'ospedale di Este Nella foto: il direttore Giovanni Pavesi si complimenta con la guardia nel posto in cui sostavano i rumeni ph. Zangirolami

ESTE. Va in ospedale per assumere un farmaco ma viene invitato ad allontanarsi dalla guardia giurata. A denunciare l’episodio è il circolo atestino di Legambiente, che se la prende con l’Usl 17 per la scelta di assoldare una guardia giurata armata in ospedale contro zingari e accattoni. «Sabato mattina anche un cittadino regolare è incappato nelle maglie dei vigilanti» spiega la referente Flores Baccini «Il malcapitato estense, alle 9.30, è stato fermato all’ingresso dell’ospedale e, forse a causa del suo insolito abbigliamento, invitato ad allontanarsi. Evidentemente è stato sufficiente questo indizio per essere bloccato! Il soggetto in questione, alla faccia della privacy, ha dovuto spiegare alla ronda – e non a personale sanitario – che si stava recando al Centro Salute Mentale per assumere il farmaco prescritto, come d’abitudine». Legambiente pretende le scuse dell’Azienda e ritiene che questo sia «un regime poliziesco fuori luogo per una struttura sanitaria».

L’iniziativa dell’Usl 17 non piace neppure all’Italia dei Valori atestina. Il consigliere comunale Giovanni Guariento stronca l’iniziativa: «Il servizio è poco utile e costoso per la comunità, soprattutto in un periodo in cui si attuano tagli dei servizi sanitari a scapito dei pazienti. La guardia giurata non possiede nè i mezzi nè la qualifica giuridica per poter intervenire in caso di compimento dei reati contro il patrimonio o per fronteggiare altri casi simili. Si tratta al massimo di una figura che, vestendo comunque una divisa, potrebbe in minima parte dissuadere o prevenire certi comportamenti illeciti, ma a questo punto basterebbe un qualsiasi volontario di associazioni d'Arma in congedo. Il costo di questo servizio sarà comunque sostenuto dai contribuenti e dai pazienti che già pagano onerosi ticket sanitari. Abbiamo delle forze dell'ordine molto professionali e preparate: perché non valorizzarle maggiormente?».

Smorza ogni polemica, invece, il direttore generale dell’Usl 17 (fresco di riconferma) Giovanni Pavesi, che ieri era peraltro in ospedale ad Este appositamente per toccare con mano l’evoluzione della questione: «Il costo del servizio è minimo, di qualche migliaio di euro, e non nasce appositamente per questa situazione. Abbiamo semplicemente allargato il servizio notturno che già era affidato da tempo ad un istituto di vigilanza (l’Ams in collaborazione con Patrol, ndr). La guardia rimarrà in ospedale durante le festività, poi valuteremo se estendere l’iniziativa anche per l’intero mese. È vero, il costo ricade sulla collettività, ma questa era un’emergenza da cui non si riusciva ad uscire. Avremmo dovuto continuare a spendere soldi per ripristinare i bagni, resi impraticabili da questi utenti, e i costi sarebbero comunque ricaduti sui cittadini».

Lo stesso Pavesi assicura di aver cacciato personalmente alcuni di questi sgraditi ospiti, e di aver raccolto i ringraziamenti da parte di dipendenti e utenti dell’ospedale per una soluzione che, ad oggi, pare aver già portato buoni frutti.

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