La linea anti-gender di Bitonci: "I bambini hanno diritto a una mamma e un papà"

PADOVA. “Essere per la famiglia naturale, dove c'è una mamma, un papà e i figli, naturali, adottati o affidati che siano non è omofobia. Sono stanco di essere definito così, perché io non ho assolutamente nulla contro gli omosessuali. Ne conosco molti ma sono convinto che bisogna guardare solo ai diritti dei figli, che sono quelli di avere un papà e una mamma”.
Questo il Bitonci-pensiero, espresso ieri durante il consiglio comunale al momento di discutere la mozione portata da Vanda Pelizzari sulla cosiddetta 'teoria gender', poi adottata ma completamente revisionata rispetto al testo iniziale, con la mediazione di Manuel Bianzale e Carlo Pasqualetto di Forza Italia e dello stesso Bitonci, perché ritenuto troppo pesante. “Non è una questione politica” ha detto Bitonci rivolgendosi all'opposizione “ma di buon senso”.
Alla fine del suo intervento anche un passaggio controverso, secondo cui i figli orfani si troverebbero in una famiglia non naturale. Durante il consiglio il sindaco si è anche soffermato con alcuni esponenti dell'Arcigay presenti in aula per manifestare contro la mozione, per spiegare loro le proprie ragioni. La discussione si è fatta animata tra opposizione e maggioranza, e ad un certo punto è sfociata quasi in rissa quando il presidente del consiglio, la leghista Federica Pietrogrande, rivolgendosi adl piddino Andrea Micalizzi ha detto: “Non capisco perché parlino persone che non hanno figli”.
Ecco il video dell'intervento sul tema del sindaco Bitonci.
Ecco in mio intervento di ieri sera in Consiglio Comunale su #FamigliaNaturale e sulla mozione approvata, che dice no ai libri di testo che insegnino teorie #Gender che non tengono conto della natura dei nostri figli!
Posted by Massimo Bitonci on Lunedì 5 ottobre 2015
Arcigay: "Strumentalizzazione della lotta al bullismo". Critica però la posizione dell'Arcigay di Padova che in una nota ha contestato la mozione Pellizzari, nonostante le modifiche che hanno depotenziato la mozione. "Nella mozione si legge che la giunta dovrà impegnarsi a “Vigilare affinché i genitori vengano informati dell’eventuale presenza all’interno del Piano di Offerta Formativa di progetti di educazione sessuale ed affettiva riconducibili alla cosiddetta “teoria del gender”. Arcigay Tralaltro si oppone fermamente a questa ennesima strumentalizzazione dei progetti informativi e di sensibilizzazione contro il bullismo omotransfobico e la violenza di genere, soprattutto se attuati in ottemperanza alle disposizioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Comunità europea. Tali progetti non hanno nulla di sovversivo, di destabilizzante o di destrutturante. Si tratta di iniziative di confronto, di condivisione e di sensibilizzazione attorno ai delicati temi sopra citati".
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