La nonna della giovane: «Due giorni prima ho rischiato anch’io»
Grande preoccupazione per le condizioni della quattordicenne travolta giovedì mattina in via San Marco mentre raggiungeva la fermata del bus

PONTE DI BRENTA. Restano gravissime le condizioni di Chiara, la quattordicenne travolta da un’auto mentre attraversava le strisce pedonali di via San Marco. Stava andando a prendere l’autobus per raggiungere il liceo scientifico Fermi, dove frequenta il primo anno.
L’apprensione è tanta nella famiglia della ragazza, originaria di Ortona in Abruzzo, da settembre trasferitasi in città. Ieri pomeriggio nell’appartamento di via San Marco ad attendere notizie dall’ospedale c’erano i nonni. «La tengono in coma farmacologico» spiega nonna Antonietta «ha sbattuto violentemente la testa. Aveva un’emorragia sul lato destro del cranio che, fortunatamente si è fermata, ma quello che preoccupa noi tutti è il forte trauma cranico». La ragazzina, che subito dopo l’incidente ha necessitato di rianimazione, non ha mai ripreso conoscenza: è sedata, ma non si sa se, diversamente, sarebbe sveglia. «Bisogna capire che danni ha provocato questa botta alla testa. Noi possiamo solo sperare» continua la nonna. E a sperare a casa c’è anche il fratellino di Chiara, legatissimo a lei, al quale è stato spiegato che la sorellina ha avuto un incidente e che adesso non lo può vedere perché i medici la tengono in ospedale dove per farla riposare le danno tanta camomilla.
Quello che ci tengono a sottolineare i nonni è la pericolosità di quel tratto stradale, perché quello che è accaduto alla loro nipotina non accada più. «Due giorni fa stavano per investire anche me» spiega la signora Antonietta «corrono come pazzi in un centro abitato e non c’è rispetto per i pedoni. Ci ha chiamato il vicesindaco Ivo Rossi e ci ha detto che i dossi non sono regolamentari e non si possono mettere. Ma bisogna fare qualcosa, mettere vigili, semafori, spostare le strisce. È successo a nostra nipote ma poteva succedere a chiunque».
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