«La nuova Pediatria non sia un dormitorio»

«Non basta fare, bisogna fare bene, è un’occasione unica e non va sprecata»: è un concetto chiaro quello che hanno in testa le decine di famiglie che fanno parte delle associazioni “Amiche della Pediatria”. A loro, che in comune hanno l’esperienza di bimbi malati seguiti nei reparti pediatrici dell’Azienda ospedaliera Università di Padova, il progetto della nuova Pediatria sta particolarmente a cuore. E un paio di mesi fa hanno consegnato al direttore generale Luciano Flor ma anche al rettore Rosario Rizzuto, al Comune e alla Regione, un documento con una serie di proposte. E per non fare richieste campate in aria sono andati a vedere com’è l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Oggi, però, prevale la preoccupazione per un progetto che, temono, rischia di nascere monco.
«La situazione della Pediatria, in tutti i suoi aspetti, è pessima e lo è da tanto tempo» interviene Roberta Zito, vice presidente dell’associazione Uniti per Crescere, «i problemi rimangono irrisolti, le soluzioni precarie diventano definitive». Esempi di degrado degli ambienti non mancano: dal topo caduto dal soffitto alla Terapia intensiva relegata nell’anticamera delle sale operatorie di Ginecologia, dai bambini con turbe psichiatriche gravi ricoverati accanto ai bimbi con una “banale” polmonite alla carenza di spazi per isolare i piccoli trapiantati.
«Ciò che chiediamo non sono fronzoli o capricci» sottolinea Zito, «ma aspetti fondamentali per garantire ai bambini che spesso devono affrontare lunghi ricoveri una vita quanto più normale possibile, evitando il trauma della malattia. La salute del bambino è strettamente legata all’umanizzazione delle cure. Non possono bastare belle stanze, non serve un dormitorio. Chi non c’è passato, probabilmente fatica a comprendere cosa significhi trascorrere i sabati e le domeniche chiusi in ospedale con un bambino. Siamo andati per questo al Meyer di Firenze, per vedere cosa è possibile fare per un ospedale pediatrico. Qui sentiamo parlare solo di posti letto, non basta. Non abbiamo pretesa di insegnare nulla, ma crediamo che il contributo di chi ha vissuto o vive tuttora l’esperienza del ricovero di un bimbo possa essere utile per individuare soluzioni migliori».
I suggerimenti del Forum delle associazioni vanno da i parcheggi alle aree verdi attrezzate per quanto riguarda il “contorno”, mentre per l’edificio chiedono un bar attrezzato per bimbi e famiglie, una foresteria con alcune stanze per le famiglie che arrivano da lontano, la scuola per assicurare ai bimbi di proseguire il loro percorso, ma anche spazi educativi e per il gioco, distinti per bimbi in età prescolare e adolescenti. Particolare attenzione viene richiesta per gli allestimenti e i colori delle stanze di degenza. —
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