La nuova sparata del leghista Giovannoni: «Africani gorilla»

Leghista di lungo corso a Vigonza, consigliere provinciale e "maronita" di spicco: non usa troppa diplomazia. Aveva criticato la Maratona vinta sempre da "africani in mutande"

PADOVA. Non è certo nuovo alle “esternazioni” politicamente scorrette. Pietro Giovannoni, leghista di lungo corso a Vigonza, consigliere provinciale e maronita di spicco, non usa troppa diplomazia. Nemmeno nel suo profilo Facebook. Dove campeggia la foto di un gorilla “postata” insieme alle sue considerazioni a cavallo fra Darwin e l’attualità di cronaca nera: «I gorilla rappresentano l’anello di congiunzione tra il mondo animale e l’uomo vanno difesi dai molti Kabobo africani che sono il prodotto degenerato della razza umana» scrive Giovannoni che così piace ad altri sette frequentatori del social network.

Immagine e testo fanno riferimento a Mada Kabobo, l'uomo del Ghana che ha ucciso a picconate tre persone a Milano. Giovannoni aveva già esternato: «Milano Londra Stoccolma quanti Kabobo sono fra di noi e noi pensiamo che le nostre conquiste di civiltà democrazia tolleranza possono essere assorbite in due anni? Forse siamo in tempo e scusate meglio dare asilo politico ai gorilla almeno sono seri».

Per lui, non è una novità. Il 4 dicembre 2010 nell’aula di palazzo santo Stefano, Giovannoni era intervenuto nel dibattito sulla Maratona di Sant’Antonio per bocciare la manifestazione con «atleti africani o comunque extracomunitari in mutande».

Giovannoni, 68 anni, titolare con la figlia di un'azienda dolciaria a Caselle di Altivole, non è nuovo a questo genere di provocazioni. In Provincia si era già scagliato contro «culattoni e lesbiche». Salvo poi giustificarsi per l'uso del termine ingiurioso con il fatto che «in Veneto si dice così».

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova