La proteina Yap stressata motore della lotta al cancro

Alla scoperta del linguaggio delle cellule: così il team di Scienze Biomediche dell’Università di Padova coordinato da Piccolo e Dupont utilizza i fondi assegnati dall’Airc

PADOVA. Scoprire come parlano tra loro le cellule per “mettere il cancro all'angolo”. Una ricerca targata Airc getta luce su di un mistero lungo trent'anni: la squadra del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Universita’ di Padova coordinata da Stefano Piccolo e Sirio Dupont ha scritto una nuova pagina del vocabolario cellulare. Fino a “ieri” i biologi erano convinti che le cellule comunicassero solo tramite segnali chimici, ma in realtà il loro “alfabeto” è costituito anche da segnali di tipo fisico, quali la durezza del proprio “ambiente”, e meccanico, quali la pressione, lo stiramento subito dalle cellule.

I ricercatori padovani hanno decifrato quel linguaggio misterioso, capendo qual è il segreto del cortocircuito comunicativo, lo “stress” cellulare alla base del tumore. Che la proteina Yap fosse colei che, entrando nel nucleo, innescava il genoma della cellula tumorale in molti tipi di cancro, era fatto noto. Ma capire perché e come Yap si muova dà avvio ad una sorta di rivoluzione copernicana nella lotta contro il tumore. La ricerca, finanziata da Airc, apre nuovi orizzonti per lo studio delle malattie genetiche e del cancro: «Un tumore non è un nodulo duro perché è maligno, semmai è vero il contrario: è maligno perché è duro», sottolinea il docente dell'ateneo padovano. È quindi l’ambiente, l’architettura del tessuto nel suo insieme, a governare i destini delle cellule, anche nei tessuti malati: «Una cellula tumorale, se posta in un tessuto sano, viene addomesticata: lo sapevamo da 30 anni, ma non avevamo mai capito perché», spiega Piccolo. Ed ecco che se la vita di una cellula è regolata da proprietà fisiche, diventa fondamentale lo studio dell'ambiente in cui questa è inserita, di come le modificazioni ambientali possono farla evolvere in modo differente.

«A partire da questi risultati potranno essere sviluppate nuove opportunità terapeutiche, che non puntino solo sulla cellula malata, ma anche a restaurare le caratteristiche biomeccaniche dei tessuti malati», afferma Stefano Piccolo. Se le cellule tumorali restano calate nel loro substrato naturale, esse non sono più in grado di “innescarsi” e diffondersi. Questa trasformazione è regolata da Yap che “traduce” il segnale da fisico a chimico: la proteina entra nel nucleo e ci rimane solo se la cellula è capace di “tirare ed aggrapparsi” contro il proprio substrato. Piccolo e Dupont hanno scoperto come rendere innocua una proteina chiave dei tumori. Lo studio fa parte della rosa di ricerche selezionate da Airc per promuovere la raccolta di fondi per finanziare la lotta contro il cancro: «Alla luce dei risultati della ricerca raggiunti grazie ad Airc, diventa fondamentale il supporto all'associazione: nuove prospettive aprono strade per la cura del cancro e per l'ulteriore miglioramento della prognosi della malattia».

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