La “rinascita” dell'Arcella parte da una libreria

Tra il cinema, il bar d’essai e l’osteria bio nasce "Limerick”

PADOVA. Quando si pensa al Rinascimento, la mente corre alle ardite strutture di Santa Maria del Fiore a Firenze e all'esplosiva inventiva di Da Vinci, ma rimpicciolendo la portata del termine, anche una piccola realtà come un quartiere può vivere un proprio rinascimento.

È il caso dell'Arcella, della creatività e della forza dei suoi abitanti che non si rassegnano all'etichetta di quartiere “malfamato”; è la storia di Limerick, piccola, particolare libreria che aprirà i battenti il 14 novembre di fianco al cinema Multiastra, in via Aspetti, ultima arrivata di quello che sta diventando un polo culturale, un fulcro di rinascita per un quartiere difficile. L'idea di Limerick nasce dall'inventiva di Marta Bracciale e Grazia Raimondo, trentenni, ragazze come tante che dieci anni fa si sono trasferite a Padova per frequentarne l'ateneo. «Quando siamo arrivate tutti dicevano di evitare l'Arcella» spiega Marta «Troppo malfamata. Ma le case all'Arcella costavano meno, ci siamo trovate a viverci e col tempo ce ne siamo innamorate: con tutti i suoi problemi, è un quartiere vivo, pieno d'energia e di potenzialità. Così è sorta l'idea di aprire un caffè letterario, esercizio che manca in un quartiere che ormai consideravamo nostro».

Il progetto Limerick prendeva corpo: prima il corso della Confcommercio, poi la ricerca del locale, quindi l'esigenza di limitarsi alla libreria e infine le trattative con la proprietà del cinema Multiastra, titolare del piccolo locale dove Limerick sorgerà, e del bar che ne ospita i cineasti, a pochi metri dall'Osteria di Fuoriporta con la sua attività concertistica e la sua cucina attenta al consumo responsabile. «Limerick sarà concentrata sulla fantasia» continua Marta «Avremo principalmente libri illustrati, ma anche una sezione di cinema in continuità con l'attività del Multiastra, e una di cucina e consumo critico per la vicinanza con l'Osteria. Seguiremo gli orari del cinema, integrandone l'attività». Sarà dura, ma non impossibile per le due ragazze. Marta lavora al Cuamm, Grazia collabora con l'associazione Xena e organizza laboratori di teatro, ma i loro contratti erano e restano precari, così dalla loro fantasia hanno saputo trarre un'attività in cui siano esse stesse a decidere il loro destino. «Tutti ci dicevano che era un'idea assurda» conclude Marta «Una libreria all'Arcella? Nonsense! Eppure noi siamo andate avanti, scegliendo, un po' per esorcismo, il nome Limerick che in letteratura designa appunto un componimento poetico buffo, nonsense. Chissà che, in futuro, quell’angolo ai piedi del cavalcavia della Stazione non si trasformi in un vero polo culturale». Per ora, le due ragazze sono alle prese con le fatiche dell'inaugurazione: la festa di sabato 14 novembre, dalle 16.30 alle 22.30 con vignettisti che eseguiranno caricature dal vivo, consigli per gli acquisti e letture ad alta voce.

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