La scomparsa di Rodolfo Cimino maestro del fumetto disneyano

VENEZIA. Rodolfo Cimino, sceneggiatore e maestro del fumetto disneyano, è morto sabato mattina a Venezia. Con lui scompare uno dei più prolifici rappresentanti di quella “scuola veneziana” che, al fianco del disegnatore Romano Scarpa scomparso nel 2005, ha realizzato autentici capolavori, con protagonisti Paperino e Topolino.
Nato a Palamanova nel 1927, Cimino entra a vent’anni nello studio di Scarpa collaborando sia come realizzatore di immagini per il cartone animato La Piccola Fiammiferaia, tratto dall’omonima fiaba di Andersen, sia come inchiostratore di fumetti. Dieci anni dopo, unisce all’attività di illustratore quella di sceneggiatore e firma la storia “Zio Paperone in: brividi all’equatore”, tradotta in immagini dal concittadino Luciano Gatto. Prende, così, il via una lunghissima saga interpretata dall’arcimiliardario per antonomasia e narrata con uno stile personalissimo, spigliato, sempre attuale, nonostante il trascorrere degli anni e il mutare delle mode, fatto di fantasia scatenata, di soave irrazionalità, di dispiego generoso di invenzioni narrative sempre imprevedibili. Nel 1972, con Giorgio Cavazzano alle matite, inventa, il suo personaggio più famoso: Reginella, sovrana di un favoloso regno collocato nelle profondità dell’oceano, che intreccia una romantica love story con Paperino. Nel corso di oltre mezzo secolo, ha inventato sceneggiature che hanno contribuito enormemente al successo del settimanale Topolino e al fascino di personaggi come Rockerduck, Brigitta, Filo Sganga e i Bassotti, fino a Nonna Papera. (s.m.)
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