Ladri seriali moldavi Obblighi violati e uno è pure sparito

TOMBOLO
Erano stati beccati con il sacco della refurtiva in mano; arrestati, il giudice non aveva ritenuto necessario procedere con la carcerazione. Avevano solo l'obbligo di presentarsi ogni giorno alla polizia giudiziaria, una decisione che aveva fatto esplodere la rabbia dell’intera Tombolo, vessata da quei malviventi. Il sindaco Franco Zorzo, a difesa della sua gente, aveva preso carta e penna e scritto al prefetto, puntando il dito contro il giudice, lo stesso che ieri ha trasformato quell’obbligo di firma in carcerazione. Motivo? Dei tre moldavi beccati, due si sono presentati raramente alla polizia giudiziaria, il terzo invece se l’è data a gambe.
Il sindaco ora gongola con un «avevo ragione io», ma si chiede pure quali reati abbiano compiuto i tre nell’ultimo mese. La vicenda è nota, è quella di Ion Neamtu, 20 anni, residente a Padova, Gheorghii Mardari, 22, e Zahar Cebanu, di 30, entrambi senza fissa dimora. Il 6 febbraio scorso avevano tentato di derubare una trattoria di Galliera Veneta, ma erano stati bloccati a bordo di un treno con addosso la refurtiva: due monitor a led di ultima generazione, un notebook, una macchina fotografica e una cassetta con del contante per un valore complessivo di oltre 5000 euro.
Secondo il giudice Vincenzo Sgubbi, dato che i ladri erano incensurati e non sussistendo il pericolo di reiterazione del reato, la custodia cautelare in carcere non era necessaria: obbligo di firma alla polizia giudiziaria e stop.
Peccato che Neamtu si è sempre presentato in ritardo ed ha iniziato a mancare agli appuntamenti già a partire dal 14 febbraio; stesso comportamento da parte di Cebanu, che si è presentato una sola volta in caserma dei carabinieri; Mardari, una volta scarcerato, non è proprio più neanche tornato dalle forze dell'ordine. Di fronte a questo quadro, il gip Sgubbi ha emesso una nuova ordinanza, questa volta di carcerazione.
I carabinieri del Norm di Cittadella hanno iniziato le ricerche e nel pomeriggio di giovedì hanno rintracciato Cebanu e Neamtu a Padova, in via Tiziano Aspetti, nel quartiere Arcella.
Intanto, il sindaco di Tombolo, Franco Zorzo, non manca di sottolineare un concetto: «Avevo ragione io». A margine della liberazione, Zorzo aveva scritto una missiva durissima al prefetto: «Questi moldavi – furono le parole di Zorzo – pur essendo extra-comunitari, non sono stati espulsi; pur risultando senza fissa dimora e probabilmente senza lavoro non sono stati lasciati in galera, nonostante le scorribande e i furti che questi signori hanno compiuto nel territorio dell’Alta Padovana. Dopo essere stati colti in flagranza di reato dai carabinieri vengono lasciati liberi dal giudice Sgubbi. È un'autentica vergogna! Vorrei sapere in quale caso questo giudice ritiene che chi è autore di furti e danneggiamenti, nonché di seminare il terrore nei paesi e trai cittadini e tra i commercianti debba restare in galera?». Alla protesta si erano unite diverse voci in paese. Zorzo spiega che «era ovvio sarebbe finita così. Io non avevo dubbi, sapevo che i tre arrestati non avrebbero mai firmato. Ora mi attendo che chi li ha rilasciati si faccia un esame di coscienza, mi riferisco ai magistrati e alla loro associazione che aveva preso le difese del Gip. Avevo ragione io, specie quando ho affermato che non potevano essere lasciati liberi». Quasi un mese in totale libertà: «Speriamo nel frattempo non abbiano commesso degli altri reati. Ed ora chi risponde per il terzo moldavo, che non è stato rintracciato e che molto probabilmente se ne sarà tornato al suo paese?».
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