Il gps di un tablet aiuta la polizia a scovare un ladro a Padova

Furto nell’abitazione di tre universitari in via Foscolo, una delle derubate geolocalizza il proprio iPad in una zona abbandonata in via Trieste e fa intervenire la polizia. Il ladro, con numerosi precedenti, sarà rimpatriato

Silvia Bergamin
Il bottino recuperato dalla polizia
Il bottino recuperato dalla polizia

Tradito dalla tecnologia e dalla prontezza di uno studente. Un tunisino di 37 anni, irregolare e con numerosi precedenti penali, è stato individuato e denunciato dalla polizia dopo aver messo a segno un furto all'interno di un appartamento di universitari in zona stazione a Padova.

L'uomo, scovato in un edificio abbandonato di via Trieste dove si era ricavato un bivacco, è stato trasferito nel centro di permanenza per il rimpatrio di Torino su disposizione del questore Marco Odorisio per l'immediato allontanamento dall'Italia.

I fatti sono avvenuti nella mattinata di giovedì 17 settembre in via Foscolo, dove il 37enne si è introdotto in un'abitazione condivisa da cinque giovani fuori sede. L'uomo ha fatto incetta di tablet, telefoni, console per videogiochi, gioielli, occhiali da sole, profumi e perfino capi d'abbigliamento. La svolta è arrivata intorno alle 14, quando una delle vittime, una studentessa di 21 anni, è riuscita a geolocalizzare il proprio iPad tramite il segnale satellitare, indicando la posizione esatta all'interno di una vasta area dismessa in via Trieste.

L'intervento delle volanti della questura ha permesso agli agenti di perlustrare la zona rudere, accessibile da un varco nella recinzione metallica. Nascosto tra la vegetazione e gli anfratti, i poliziotti hanno sorpreso il 37enne mentre stazionava con il bottino. Parte della refurtiva era racchiusa in un sacco trasparente e in uno zaino; l'uomo indossava persino la maglietta, i pantaloncini e il cappello appena rubati a uno degli studenti.

Accompagnato negli uffici di piazzetta Palatucci e sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici, l'uomo, arrivato in Italia a Lampedusa nel 2011 come richiedente asilo, è risultato gravato da una lunga serie di precedenti e condanne per furto, ricettazione, rapina, spaccio di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. Tutta la refurtiva è stata recuperata e restituita ai cinque ragazzi.

Al termine degli accertamenti di rito, oltre alla denuncia per furto in abitazione, il questore ha firmato il provvedimento di trattenimento nel centro di permanenza per il rimpatrio di Torino, dove il 37enne è stato scortato nel pomeriggio dagli agenti dell'Ufficio Immigrazione in attesa dell'espulsione definitiva dal territorio nazionale.

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