Lamiere vendute a una società fantasma, bidone da 21mila euro alla Gabrielli

Il colosso siderurgico di Cittadella raggirato da una coppia di truffatori che si finge responsabile di una cooperativa, si fa consegnare l'acciaio in un capannone appena dismesso e poi si dilegua 
La siderurgica Gabrielli di Cittadella
La siderurgica Gabrielli di Cittadella

CITTADELLA. Avevano ordinato e acquistato una consistente fornitura di lamiera del valore di 21.716,84 euro. Serissimi all’apparenza, si erano qualificati come legali rappresentanti della società Fai cooperativa sociale onlus con sede a Vittorio Veneto in via Podgora 46. E proprio a quell’indirizzo avevano indicato la consegna della merce, regolarmente fatturata, salvo poi decidere il pagamento tramite bonifico come si conviene a una coop solida e affidabile (per di più onlus cioé senza scopo di lucro). Tutto perfetto. E chi avrebbe mai pensato a un clamoroso “bidone”?

Ci è cascata in pieno l’azienda Gabrielli spa Unipersonale di Cittadella, molto conosciuta e non certo priva di esperienza nel mercato. Ma il “pacco” è stato confezionato talmente bene che nessun dubbio ha mai sfiorato gli uffici commerciali della ditta che, dopo un sopralluogo nella sedicente sede della Fai Coop nel Vittoriese, ha scoperto come il capannone destinato alla consegna altro non era che un edificio abbandonato, scenografia ideale per allestire il raggiro pensato e organizzato da due romeni identificati grazie all’indagine dei carabinieri coordinati dal pubblico ministero Benedetto Roberti.

Pm che ha chiesto di processare i due per concorso in truffa aggravata in quanto destinata a provocare un danno di rilevante entità: si tratta di Liliana Bodo, 46 anni, residenza dichiarata a Ponte nelle Alpi nel Bellunese, e Levente Gergely, 33, irreperibile. In realtà di entrambi non c’è più traccia. Spariti. Introvabili. Fantasmi.

Il processo, comunque, è stato fissato davanti al giudice monocratico di Padova per il prossimo 5 maggio. Nell’aprile 2013 sono stati i due a contattare la Gabrielli spacciandosi per legali rappresentanti di Fai e vantando la propria solidità commerciale. Il 18 aprile l'azienda cittadellese si decide a effettuare la consegna delle lamiere che trasporta dove richiesto, il capannone in via Podgora a Vittorio. Un capannone deserto, abbandonato, sede di una ditta che non era più operativa, palcoscenico ideale per mettere a punto quella “furbata” e poi sparire senza lasciare alcuna traccia. Alla ditta Gabrielli non è rimasto che presentare denuncia.

 

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