L’area del Primo Roc a Giarre diventa la Porta Metropolitana

Presentato il piano per il recupero dell’ex sito militare di 66mila metri quadrati Opere dal canale Battaglia sino alla stazione, residenze Ater e bosco urbano
Federico Franchin
BELLUCO-FOTOPIRAN-ABANO TERME-CASERMA 1°ROC GIARRE
BELLUCO-FOTOPIRAN-ABANO TERME-CASERMA 1°ROC GIARRE

/ ABANO TERME

Nasce la Porta Metropolitana di Abano che sarà a Giarre e si fonderà prima di tutto sulla riqualificazione dell’ex caserma Primo Roc di via Roveri.

La Porta Metropolitana, approvata attraverso l’elaborazione di un masterplan (un piano generale) troverà poi spazio nel Pat (piano di assetto del territorio) di Abano.

Ci sono ora 30 giorni per presentare, da parte dei soggetti interessati, proposte e osservazioni.

«La Porta Metropolitana si estenderà dalla stazione ferroviaria fino al canale Battaglia», ha spiegato ieri il sindaco di Abano Federico Barbierato, assieme alla sua giunta e ai tecnici Leonardo Minozzi e Carlo Piovan.

«La Porta Metropolitana sarà caratterizzata da spazi aperti e servizi per il centro produttivo, luoghi della produzione, percorsi di mobilità lenta e collegamenti specifici, il Primo Roc, le nuove residenze sociali dell’Ater, un bosco urbano, gli interventi per la nuova viabilità come il nuovo ponte della Fabbrica, la ricomposizione paesaggistica, i servizi collettivi quali scuola, chiesa, palestra e poste, la piazza con innesto sulla strada urbana, il boulevard che possiamo chiamare Porta delle Acque, il parco delle Acque con il Consorzio Bonifica e il nuovo centro ippico».

Si partirà come detto dalla riqualificazione dell’ex caserma Primo Roc, 66 mila metri quadrati con 33 fabbricati, sulla quale già sono arrivate manifestazioni d’interesse.

«Ci sarà una collaborazione tra pubblico e privato» spiega Barbierato «avranno spazio uguale, 50% e 50%. Si apre quindi una fase di confronto e di discussione con la città con la quale raccoglieremo tutte le proposte che daranno un nuovo aspetto all’ex sito militare, che andremo definitivamente a riscattare dal Demanio».

Nel masterplan trovano spazio le basi fondanti della riqualificazione dell’ex caserma. «Andremo a conservare l’edificio dell’ex circolo ufficiali e lo stabile d’ingresso, dove c’è l’alzabandiera, in modo tale da mantenere un minimo di ricordo con le origini del sito militare», spiega il primo cittadino.

«Le altre palazzine, in condizioni decisamente peggiori, lasceranno invece spazio ad altre strutture. Andremo a definire una fascia verde parallela alla ferrovia, un asse centrale che collega la stessa ferrovia con il canale Battaglia, residenze per lavoratori, un asilo, sale polifunzionali e nuovi parcheggi. Verrà conservata e rinnovata la zona dedicata agli impianti sportivi. Tutto questo è stato possibile anche grazie al contributo del workshop con i ragazzi della Facoltà di Architettura di Bologna coordinati dai professori Gino Malacarne e Giovanni Furlan». ––

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