L’arte di strada padovana, dai bimbi di Alessio-B a Vhro e Zero Mentale

Le nuove opere realizzate tra piazza delle Erbe, Arcella e Cadoneghe. In crescita l’attrattività di Padova nei confronti dei writers 

PADOVA. Versi di bellezza con bombolette e stencil arricchiscono la nostra città. Dal centro all’Arcella, passando per la zona industriale di Cadoneghe, writers amati e nuove leve, pennellano Padova. Comincia Alessio-b, osannato come una rock star e pronto ad alzare la posta in gioco con due opere. Sempre d’amore, sempre di innocenza, sempre deciso a dimostrare che tutto è possibile, basta volerlo e basta crederci.



E chi più dei bambini sono poeti ed eroi dell’impossibile? Con questo spirito una delle bimbette iconiche di Alessio, con le trecce e i jeans, s’allunga sulle punte cercando di acchiappare i palloncini colorati che salgono su in cielo nella zona industriale di Cadoneghe. Un altro bimbo, concentrato e compito, annaffia la terra vicino a Prato della Valle: è un’opera preesistente, che il tempo aveva usurato e che aveva bisogno di rinnovare i suoi colori.



In piazza delle Erbe arriva la firma di Zero Mentale, l’architetto delle sinapsi che questa volta sceglie un cuore pulsante per le sue riconoscibilissime connessioni celebrali. Da ultimo, all’Arcella, in via Curzola, anima della street art, accanto alla Biancaneve del francese David Karsenty, è comparso l’altrettanto iconico Obelix (del famoso fumetto Asterix e Obelix) con il fido Idefix. A realizzare l’opera Shife Vhro, padovano ma nuovo sul panorama della città, tornato dall’opulenta (per l’Urban Art) Bologna perché richiamato dalla potenza crescente della città di Giotto. —
 

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