L’assassino, folle passione per le armi

MARTELLAGO. L’ultimo selfie se l’è fatto davanti a un arsenale di fucili e pistole, forse nel giorno in cui ha acquistato l’arma per ammazzare Enzo Sancovich. Una foto postata su Facebook, il 28 dicembre. “Chi gat da cupar?”, è il commento di un amico “Quei ach vanza”, la risposta di Renato Rossi. Parole che però tutti hanno consegnato semplicemente agli sfoghi, più o meno esagerati, che si affidano alla rete. D’altra parte l’opinione di chi conosceva il 68enne originario di Ferrara per questioni di vicinato o per frequentazioni sporadiche, non collima esattamente con l’immagine che dell’imprenditore si può avere scorrendo il suo profilo Facebook. Certo è che quella conversazione potrebbe nascondere una potenziale premeditazione, anche se va preso tutto con estrema cautela.

«Una persona distinta, non ci conosciamo bene perché viveva qui da poco. Ci incrociavamo quando la sera usciva per far passeggiare il suo cagnolino. È educato e cordiale», lo descrive Eugenio De Col, che abita esattamente sopra Rossi. I residenti del condominio Silvia, in via Fapanni 2 a Martellago, hanno trascorso la giornata nel trambusto dell’arresto. «Abbiamo visto un gran via vai di persone fin dalla mattina. Non capivamo chi fossero», spiegano dalla famiglia Menegazzi. «Solo nel pomeriggio, guardando le notizie online, ho capito che erano carabinieri in borghese». I militari sono arrivati in mattinata a Martellago, hanno svuotato tutti i cassonetti della via a caccia di indizi utili, forse della pistola con cui ha compiuto l’omicidio, hanno portato via la Fiat Freemont bianca di Rossi parcheggiata nel giardino condominiale, e poi si sono concentrati sulla casa, perquisendola da cima a fondo. Il 68enne vive in affitto in un appartamento al primo piano del condominio da un paio di anni, con la compagna Giovanna De Lilla e il figlio di sei anni. Si sono trasferiti da via Gatta, dove hanno abitato a lungo. Lui originario di Ferrara, lavorava a Piombino Dese dove aveva un’azienda che opera nel settore dell’abbigliamento, la Due Erre Progetto Moda. «Ultimamente li si sentiva litigare spesso», ricorda una vicina. «Non li conosciamo bene, sembrano persone cordiali. Certo non si può dire che andassero d’accordo».

Giovanna è molto più giovane del compagno, ha 49 anni, e da quando vive a Martellago non lavora. «Credo proprio che fosse il marito a volerla a casa. Ultimamente tra loro c’era tensione», aggiunge Lara Zanzo, del bar Bonbon, dove la coppia è cliente abituale. «Problemi di soldi? Non lo so, ma c’erano delle tensioni. Giovanna è venuta qui anche questa mattina (ieri ndr) alle sei e al contrario dell’ultimo periodo sembrava serena».

Giovanna De Lilla è molto mattiniera, perché spesso accompagna uno dei due figli avuti dal precedente matrimonio all’Auchan dove lavora nel settore sicurezza. L’altra figlia invece si trova all’estero. «Mi dispiace per lei, è una cara ragazza. Sono sicura», conclude Clara Zanzo, «che non sapesse nulla delle intenzioni del compagno». Quella passioni di Rossi per le armi e la simpatie per l’estrema destra erano a molti sconosciute. «Non ce ne aveva mai parlato», conferma Claudio Damiani della macelleria di fronte al condominio. «Veniva qui ogni sabato mattina a fare la spesa. Mi è sempre sembrato una persona tranquilla. Partiva la mattina presto per andare al lavoro, e tornava a casa la sera. Oggi ho vista la compagna, mi ha detto che era sveglia dalle 5. Poco dopo sono arrivati i carabinieri».
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