Le reazioni politiche: «Emergenza sicurezza all’Arcella»

PADOVA. Degani: "Collaborazione di tutti contro il degrado". «Il quartiere Arcella così come alcune zone della periferia e del centro sono ancora in mano a bande senza scrupoli e indegne di un Paese civile». Lo afferma, in una nota, la presidente della Provincia di Padova Barbara Degani in relazione alla sparatoria che ha portato all'uccisione di un tunisino nel capoluogo euganeo.
«L'ordine pubblico resta la priorità per chi vive nella città di Padova - sottolinea Degani -. A questa richiesta, forte e chiara, dobbiamo dare risposta e dobbiamo darla tutti, nessuno escluso. Come Provincia questa responsabilità vogliamo prendercela. Siamo a disposizione - dice - della Prefettura e della Questura sia come istituzione sia con la nostra Polizia provinciale per evitare un'altra escalation di violenza. Le forze dell'ordine stanno facendo il massimo, ma serve che anche gli amministratori locali e la politica si battano uniti contro episodi da guerriglia urbana». «Questa città si chiama Padova e non è il Bronx - conclude Deagani -. Non basta dirlo, bisogna dimostrarlo».
De Poli: "il risultato dei tagli alla sicurezza". «La polizia con le auto ferme in garage. Le volanti sono senza benzina, mentre negli uffici manca persino la carta per stampare. Ciò che è accaduto stanotte a Padova è un fatto grave e inquietante ma è il risultato dei tagli alla sicurezza quando ad occupare le careghe di Palazzo Chigi c’erano i leghisti. Gli indignati sono le forze dell’ordine lasciate da sole a fare i conti con un’emergenza che la Lega non ha saputo affrontare quando era al Governo. Per risolvere i problemi i leghisti sono stati capaci solo di tirare fuori l’idea delle ronde che, però, come è evidente, non ha risolto un bel nulla». E’ l’opinione del deputato padovano dell’Unione di centro Antonio De Poli commentando l’omicidio di un tunisino avvenuto la notte scorsa a Padova.
«All’attuale esecutivo che si distingue da quello precedente per la capacità di fare le cose e non di lanciare slogan, a questo governo – insiste De Poli - chiediamo di porre attenzione al problema della sicurezza nelle nostre città. Condividiamo le preoccupazioni più volte espresse dal Sindacato Unitario Lavoratori Polizia (Siulp) sui tagli alle risorse e al ministro dell’Interno Cancellieri facciamo presente che i tagli di 3 miliardi voluti dal precedente Governo hanno portato finora a questi pessimi risultati. Sono personalmente preoccupato. Di questo passo – sottolinea l'esponente centrista -, i nostri cittadini, di questo passo, li costringeremo a stare barricati in casa. Guai a chi strumentalizza questi episodi di cronaca nera dicendo che è colpa dell’amministrazione. Non è di certo un’ordinanza del sindaco che può risolvere il problema. Né si può pensare che basti qualche vigile urbano a fermare questi personaggi. E’ un problema di ordine pubblico. Ora, intanto, si dia la caccia ai responsabili, una volta individuati, per loro dovrà arrivare il momento dell’espulsione».
Goisis: "Zanonato è inadeguato". «Dopo l'ennesimo atto di violenza, culminato con una sparatoria all'Arcella che ha prodotto morti e feriti, credo sia indispensabile un rapido esame di coscienza da parte del sindaco Zanonato che non ha saputo dare alcun tipo di risposta al degrado della città sotto il profilo della sicurezza e della lotta al crimine - dice la deputata leghista padovana Paola Goisis - Dopo aver spacciato la chiusura di via Anelli come una grande vittoria che avrebbe ridato pace alla città, adesso si vedono i veri risultati di quella scelta fatta da Zanonato: i focolai del crimine e dello spaccio si sono solamente sparpagliati in città, ma non se ne sono andati. I delinquenti si sono solamente spostati da via Anelli in tante altre zone di Padova, ad iniziare dall'Arcella dove la situazione è ormai insostenibile: moltissimi cittadini ci dicono che ormai la tensione è altissima anche tra gli italiani residenti, quel quartiere è una polveriera che rischia di esplodere. Dobbiamo aspettare un'altra mega rissa come quella del 2.006 alla Stanga perché si intervenga davvero ? Continuare a negare che la situazione è tesa allo spasimo, farà solo il male dei padovani: Zanonato ammetta di non essere più in grado di gestire la situazione e chieda aiuto alle autorità superiori. Per una volta, metta il bene della città davanti al suo interesse di parte».
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