Le regole per la prevenzione dalla legionella
PADOVA. È “manutenzione degli impianti”, compresi quelli di condizionamento, la parola d’ordine per azzerare il rischio di proliferazione del batterio della legionella, che si moltiplica quando la temperatura è tra i 15 e i 50 gradi centigradi. Esistono vere e proprie “zone rosse” negli impianti idrosanitari: all'interno delle tubazioni, specialmente se obsolete e con depositi all'interno, o anche in tratti chiusi, nei serbatoi di accumulo, nei bollitori, nei soffioni della doccia e nei terminali di distribuzione. Le piscine rappresentano un altro luogo prediletto dal batterio, ma l’immissione di cloro nell’acqua garantisce quasi sempre l’azzeramento del rischio. La prevenzione parte già in sede di progetto degli impianti: evitare tubazioni con terminali ciechi o senza circolazione, formazione di ristagni, lunghezze eccessive dei tubi, contatti tra acqua e aria o accumuli in serbatoi non sigillati. La pulizia rappresenta il secondo step per tenere fuori di casa il batterio: lo choc termico è un rimedio utile per gli impianti idrici, la pulizia dei filtri per i condizionatori. È sufficiente portare l’acqua a 60 gradi e farla scorrere per alcuni minuti. Le altre forme di disinfezione invece, dall’iperclorazione all’utilizzo dell’ozono, vengono effettuate da ditte specializzate nella disinfezione. Le legionelle sono presenti naturalmente negli ambienti acquatici, sia naturali che artificiali. Si trovano nelle sorgenti, comprese quelle termali, nei fiumi, laghi, vapori, terreni. Da questi ambienti i batteri risalgono a quelli artificiali, le condotte cittadine e gli impianti idrici degli edifici, i serbatoi, le tubature, le fontane e le piscine. Le condizioni più favorevoli alla proliferazione sono la stagnazione, la presenza di incrostazioni e sedimenti, biofilm. I batteri, inoltre, possono sopravvivere con una temperatura dell'acqua compresa tra i 5,7 e i 55 gradi, ma hanno il massimo sviluppo con una temperatura dell’acqua compresa tra i 25 e i 42 gradi.
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