L’eccesso sbandierato come regola di vita

PADOVA. «Sono traumatizzato, è morto un mio amico». Il volto sconvolto di chi non ha dormito, i capelli arruffati, lo sguardo spaesato. Alexandro Bertamini, 25 anni, non riesce ancora a realizzare che uno dei suoi più cari amici, Andrea Coscia, non c’è più. Che non potranno più condividere serate o addirittura giornate intere, come ricordano i vicini del condominio di via Testi 4, alla Guizza.
In tre o quattro giovani si chiudevano in quell’appartamento del penultimo piano, che Alexandro aveva preso in affitto e dentro il quale spesso ospitava qualche amico. Ascoltavano la musica tekno, chiacchieravano e si concedevano gli eccessi di gioventù dei ragazzi. Eccessi che, ad un certo punto, Andrea non è più riuscito a controllare: in quella che doveva essere una serata come tante il suo cuore ha ceduto.
Il giovane frequentava il terzo anno al liceo artistico Pietro Selvatico. Qui aveva conosciuto la maggior parte dei suoi amici e sempre qui, da poco più di anno, si era fidanzato con una coetanea con la quale passava molto tempo.
Lo sanno tutti a scuola: «Andrea era un ragazzo che esagerava, faceva uso di sostanze pericolose», dice un amico. «Due anni fa si era sentito male in classe dopo che aveva mescolato psicofarmaci, alcol ed eroina».
Di questo non ne facevano un segreto né lui né la sua ragazza. I loro profili su Instagram parlano chiaro su quali fossero le loro debolezze. Sul profilo del diciottenne compaiono decine di foto di marijuana: in mano, chiusa in sacchetti di plastica, colorata, “sinsemilia”, come scriveva lui, “senza semi” in spagnolo.
Foto di coltivazioni e piante si alternano a foto di coppia, di baci, di sentimento verso la ragazza che stava al suo fianco. «Amore tossico» scrive lei sotto uno scatto che li ritrae mentre si baciano. Nella sua mano uno spinello. Ma Andrea Coscia forse non era solo questo. Sempre nel suo profilo appaiono scorci artistici, degni di uno studente del Selvatico, e frasi introspettive: «Ti sei mai chiesto cosa c’è ancora da scoprire? Ma il destino corre troppo e non ha orecchie per sentire», scriveva il 15 luglio.
Il diciottenne era anche un amante della musica. Fino a qualche anno fa, insieme ad altri ragazzi del Selvatico, faceva parte dei “TuttoBrucia”, un gruppo che fa un genere musicale misto tra hardcore punk, thrashcore e punk-rock. Andrea Coscia era entrato nel gruppo all’inizio del 2014, suonava il basso. Poi aveva abbandonato. Gli amici in queste ore stanno pubblicando sulle proprie pagine Facebook e Instagram messaggi di dolore. L’ultimo è quello di una ragazza del Selvatico che sul suo profilo ha postato una foto in bianco e nero con fazzoletti impregnati di lacrime. Sotto una data: 31.03.2017. Sopra il “tag” del ragazzo che non c’è più, @_Andrex_Shiva_, Andrea Coscia.
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