Lei anticipa il “sì” per il papà malato ma lui non ce la fa

MASERA'. Aveva deciso di anticipare il matrimonio con il fidanzato Luca alla scorsa primavera per poter essere accompagnata dal padre, colpito da una grave malattia. Un improvviso peggioramento delle condizioni di salute del papà e il lockdown per il coronavirus hanno stravolto tutti i piani e costretto la giovane sposa a rinviare la celebrazione.
Nei giorni scorsi, però, l’epilogo che nessuno avrebbe voluto: Mauro Bortoletto è morto prima che la figlia Vanessa potesse indossare l’abito da sposa e realizzare il suo desiderio.
«Il mio grande passo lo avrei immaginato diverso» racconta la venticinquenne «tra qualche anno, una festa di matrimonio in chiesa, tutti uniti e allegri. Ma sei mesi fa la diagnosi del male aggressivo che aveva colpito mio padre cambiò le nostre vite. Avevamo deciso di anticipare questo giorno importante a marzo, con la cerimonia in municipio, ma abbiamo dovuto desistere».
Mauro Bortoletto aveva 63 anni, lascia la moglie Marina e le figlie Vanessa, Jessica e Gloria. Prima della pensione, cinque anni fa, aveva lavorato come metalmeccanico alla Alluser Industrie di Due Carrare ed era molto conosciuto e apprezzato per il suo impegno sociale.
«Oltre alla famiglia ha dedicato il suo tempo libero al volontariato» aggiunge la figlia «prestando servizio alla “Onlus Solidale” di Cartura, dove è stato apprezzato per la sua umanità verso le persone che accompagnava. È stato anche vigile ausiliario negli ospedali padovani e per molti anni donatore di sangue con l’Avis, arrivando ad ottenere la croce d’oro».
Continua: «Avrei tanto voluto averlo accanto al mio matrimonio, e condividere con lui questo giorno importante, per questo avevamo già fissato a metà marzo il rito civile, ma prima un suo aggravamento e poi il lockdown lo hanno impedito. È stato un grande uomo, un marito e un papà sempre presente ma con lui la vita è stata crudele. Abbiamo perso un pilastro importante della nostra vita, ora ci impegneremo a portare avanti i valori che ci ha trasmesso e tutto quello che di più bello ci ha insegnato».
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