Libri gender, salta la lettura pubblica a Padova

Gli organizzatori fanno dietrofront: «Polemiche esagerate, non c’è il clima giusto». Bitonci esulta su Facebook
MARIAN - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - LIBRERIA PELLICANO
MARIAN - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - LIBRERIA PELLICANO

PADOVA. A un certo punto, dopo una mattina di tormenti, succede che i libri contestati tornano negli scaffali e che gli organizzatori della maratona di lettura, in programma per la serata, consegnano al web un comunicato laconico di poche righe con il quale si annuncia il cambio di programma. «La polemica uscita sui giornali è per noi del tutto immotivata poiché non abbiamo ricevuto alcun tipo di richiesta o pressione da parte dell’amministrazione comunale contro lo svolgersi dell’incontro. L’appuntamento di oggi (lunedì, ndr) voleva essere intimo, amichevole, conviviale e costruttivo, mentre i toni costruiti nostro malgrado – e a nostra insaputa – attorno alla vicenda sono tali da non consentire lo svolgimento dell’incontro».

C’è un’aria pesante dopo la ferma presa di posizione del sindaco Massimo Bitonci contro i libri che sono ritenuti a favore della teoria gender. Perciò nella libreria Pel di Carota, dov’è nata l’idea di una lettura pubblica ai Giardini della Rotonda per far conoscere i testi contestati (quelli censurati a Venezia, per intendersi) decidono di non prestarsi a una strumentalizzazione, «da qualunque parte essa provenga, perché lontana dallo spirito democratico, dalla serietà e dal senso di responsabilità con cui da sempre cerchiamo di portare avanti il nostro lavoro, che proseguirà con la libertà creativa, la passione e l’impegno di sempre». La nota è firmata dalla libreria insieme al Centro universitario cinematografico e da BeccoGiallo editore, gli organizzatori.

«No ai libri gender», offensiva di Bitonci
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“Qual è il segreto di papà?” e “Perché hai due mamme?” - per citare un paio di titoli - sono domande che restano in sospeso, per adesso, congelate nel mezzo di un dibattito che ha preso una deriva politica e polemica nella quale i libri sono perfino marginali. Da una parte c’è la città che si professa più aperta e più disponibile a spiegare ai bambini e ai ragazzi la varietà delle famiglie con i quali i piccoli ogni giorno devono comunque fare i conti. E dall’altra quella parte di città che si mostra più tradizionalista, quella che “le famiglie sono mamma, papà e i figli, nient’altro”.

Potrebbe finire così, a quel punto, con una riflessione collettiva, pubblica o privata sull’occasione persa per capire e far capire. Se non fosse che sul fuoco acceso arriva a gettare benzina il sindaco: sulla sua pagina Facebook Bitonci esulta, rilanciando la notizia che la maratona di lettura non si farà. E commenta: «Gli organizzatori hanno annullato la serata sul gender! #benecosì #nogender». Ma perfino tra i suoi sostenitori più fedeli c’è qualcuno che dissente e glielo fa notare: «Mi stupisce come si stia esaltando per aver impedito a delle persone di leggere dei libri, pacificamente, in una piazza».

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