Licenziati per poter essere pagati

Solo così i 60 addetti della Bfc recupereranno a rate 1.300.000 euro tra salari arretrati e liquidazioni
POLETTO SCIOPERO DITTA BFC ONARA DI TOMBOLO
POLETTO SCIOPERO DITTA BFC ONARA DI TOMBOLO

TOMBOLO. . Vertenza Bfc di Onara: due giornate di fuoco prima di arrivare a un accordo temporaneo, con cui il titolare dell’azienda di trasporti internazionali, Armando Bizzotto, s’impegna a erogare una prima quota di 150 mila euro ai 60 dipendenti (per lo più polacchi, sloveni, bosniaci e croati) che sono senza stipendio da oltre quattro mesi, di dichiarare la cessata attività e di mettere in mobilità tutti i lavoratori. Solo così gli autotrasportatori in lotta avranno la possibilità di recuperare dall’Inps gli assegni d’indennità e il loro Tfr( trattamento di fine rapporto).

L’intesa raggiunta dovrà essere ratificata, già nei prossimi giorni, in un incontro a Padova con il prefetto, Ennio Mario Sodano, e l’assessore provinciale al lavoro Massimiliano Barison. Ma quanta fatica e quali tensioni prima di arrivare all’accordo.

Mattinata di lunedì 20 agosto. Dopo la sospensione dell’attività decisa a fine luglio unilateralmente dalla Bfc (la società coinvolta nel tragico incidente del 2008 a Cessalto, dove un suo autista finì nella corsia opposta dell’autostrada Venezia-Trieste e morì con altre 7 persone ) e dopo un altro incontro tenutosi il 3 agosto in ufficio da Barison, nella sede aziendale in via Palladio a Onara viene convocata l’ennesima assemblea coordinata dai sindacalisti Romeo Barutta, segretario Filt-Cgil, e Antonio Mura, dei Cobas Nordest, che subito dopo incontrano il titolare.

A fatica si raggiunge l’accordo e Bizzotto s’impegna a erogare ai lavoratori 150 mila euro come acconto del 1.300.000 rivendicato, in totale, dai dipendenti. In più accetta l’invito di chiedere al tribunale la cessata attività, con il conseguente licenziamento collettivo di tutti i lavoratori.

Pomeriggio di lunedì. Prima di un altro incontro fissato con Bizzotto alle 17, nel piazzale aziendale arrivano alcuni tir, chiamati dalla Bfc in conto terzi che intendono effettuare il carico/scarico delle merci. Subito scoppia la rivolta dei dipendenti, che organizzano un picchetto contro i “crumiri”. Sul posto arrivano anche i carabinieri di Tombolo e di Cittadella, che chiedono e ottengono da Bizzotto di fare marcia indietro e di mandare via gli autotrasportatori arrivati da lontano.

Martedì 21 agosto. Tutto sembra proseguire per il verso giusto, quando nel piazzale si presentano di nuovo i camionisti che sono stati respinti la sera precedente. Secondo picchetto immediato da parte dei lavoratori in lotta e secondo presidio sul posto dei carabinieri. La situazione sta per precipitare di nuovo, quando, anche grazie alla mediazione dei militari, si raggiunge la tregua definitiva tra le parti.

«Quella di andare alla richiesta della cessata attività per i lavoratori è stata una scelta dolorosa, ma necessaria», spiega Barutta, «purtroppo è l’unico modo per recuperare il 1.300.000 euro che i dipendenti avanzano tra gli stipendi arretrati e il Tfr. Bizzotto, poi, non si è comportato bene. Sino ad oggi ha spesso fatto il doppio gioco e le ha tentate tutte pur di non venire incontro alle nostre richieste».

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