L’influenza non c’è: vaccino o il clima?

Zero casi accertati. C'è chi dice sia per le temperature poco invernali registrate nelle ultime settimane, chi sostiene invece sia merito della vaccinazione di massa degli ultimi anni. Eppure, di influenza “doc” in città non c'è ancora traccia: qualche sindrome parainfluenzale, niente di più. Nulla negli ospedali, nulla nei laboratori. Pure i medici di famiglia non hanno ancora sentore di epidemie in arrivo. Se gli esperti sono certi che il virus arriverà entro fine mese, mettendo a letto migliaia di padovani, sono altrettanto sicuri che quest'anno sarà più dura monitorare la diffusione dell'influenza: l'Usl 16 quest'anno ha scelto di non attivare la rete dei medici sentinella. Erano loro che, armati di tampone orofaringeo, registravano in modo certosino il numero di pazienti che presentavano sintomi influenzali. Prelevavano poi campioni da inviare al laboratorio di Microbiologia creando una sorta di osservatorio permanente sullo stato dell'arte dell'influenza. Motivo? Il servizio (facoltativo per le Usl, che i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta svolgevano su base volontaria) non è partito per “questioni organizzative”.
Il dipartimento di Prevenzione dell'Usl 16 pare sia a corto di personale: la mole di dati quindi sarebbe caduta su spalle non più grosse come un tempo. Risultato: a Padova non è ancora stato isolato il virus influenzale 2012/2013. Ieri è giunto il primo campione, prelevato però a Rovigo, su di un paziente di 67 anni ricoverato nel reparto di Malattie infettive. Si tratta di H3N2, virus dello stesso ceppo che sta mietendo vittime negli Stati Uniti. Chi si è vaccinato può star tranquillo, chi invece non ha risposto all'appello alla vaccinazione lanciato dall'Usl può tentare di accaparrarsi una dose di siero antinfluenzale.
«Quest'anno effettivamente abbiamo registrato un ritardo nella diffusione del virus in Veneto», spiega Giorgio Palù, direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'ateneo, «ci sono di certo motivazioni climatiche, ma vedendo l'andamento dell'epidemia nel resto d'Europa c'è da aspettarsi che l'influenza avrà il suo picco a partire dalla fine di gennaio». Palù non condivide la scelta dell'Usl di dare un taglio al servizio svolto dai medici sentinella: «L'esperienza maturata ci insegna che siamo in continua emergenza. Sono preoccupato per questa decisione, che va a sovrapporsi ad un già fievole invito a vaccinarsi». La sorveglianza epidemiologica, infatti, era utilissima ai virologi per monitorare il comportamento dei virus, dall'andamento del “vecchio” pandemico H1N1, alle variazioni che possono subire gli altri ceppi durante il clou dell'epidemia.
Domenico Crisarà, presidente della federazione dei medici di medicina generale, spiega che negli studi dei colleghi, di pazienti influenzati se ne vedono gran pochi: «Il clima mite e l'abitudine al vaccino dei padovani rende più difficile la diffusione dell'influenza». Lorena Gottardello, responsabile della campagna vaccinale, attende invece la rendicontazione delle dosi distribuite per capire come è andata l'ultima vaccinazione.
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