L’Ordine degli avvocati fa causa alla Cassa di Risparmio

PADOVA. L’Ordine degli avvocati promuoverà una causa contro la Cassa di Risparmio del Veneto. La decisione è stata comunicata nel corso dell’assemblea straordinaria che si è tenuta venerdì mattina, dopo il mega-furto di 430 mila euro dal conto dell’ordine professionale craccando i codici dell’home banking. Nell’ultimo incontro con l’ufficio legale del gruppo bancario, in soldoni, è stata ribadita la seguente posizione: nessuna disponibilità a rifondere la perdita visto che il buco sarebbe imputabile solo all’imperizia di chi aveva accesso al conto. Per questo domani mattina il consiglio dell’Ordine affiderà l’incarico per l’azione legale all’avvocato bolognese Massimo Franzoni, ordinario di Diritto civile e privato all’università di Bologna.
Il furto
Tre bonifici bancari e un conto corrente prosciugato nel giro di soli due giorni. Tra il 20 e il 22 maggio scorsi vengono infatti ordinati tre versamenti: uno da 230 mila euro in Olanda e altri due da 99 mila euro ciascuno in Polonia. Un fulmine a ciel sereno per l’addetto alla Tesoreria, l’avvocato Carla Secchieri, che fin dal primo momento ha disconosciuto i tre movimenti. La polizia postale sta ancora svolgendo gli accertamenti tecnici necessari per capire se si sia trattato dell’attacco di un hacker o se sia stata carpita con l'inganno la password per accedere al conto: l'inchiesta è in mano ai pm padovani Stuccilli e Peraro.
Assemblea infuocata
Da molti anni non si vedeva un’assemblea partecipata come quella di venerdì mattina alla sede dell’Ordine degli avvocati che si trova all’interno del tribunale. In programma c’era infatti la discussione del caso del maxi-ammanco, con una relazione curata dai legali Francesco Rossi e Michele Godina. In tutto erano presenti quasi 200 iscritti, molti dei quali hanno rivolto domande al presidente Lorenzo Locatelli e al tesoriere. Nessuno infatti riesce a capire come sia potuta succedere una cosa simile, qualcuno ha criticato la gestione del sistema di home banking con una semplice password invece che con la chiave magnetica in grado di generare codici di sicurezza a ciclo continuo.
Partono le cartelle esattoriali
Oltre il danno, la beffa. Non solo tutti gli iscritti hanno perso i soldi versati dopo anni di professione, ma ora sono in arrivo anche le cartelle esattoriali nei confronti dei “morosi”. Ed è il motivo per cui, nonostante la causa, l’Ordine non ha ancora chiuso il conto acceso in Cassa di Risparmio. Equitalia infatti ha l’ordine di versare in quel deposito tutti i soldi recuperati: una botta da 430 mila non sarà facile da assorbire.
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